Afghanistan, Sassoli: «Accogliere i richiedenti asilo»

Per il presidente dell’Europarlamento «non possiamo far finta che la questione non ci riguardi». Centro Astalli: «L’Europa chiude le porte alla disperazione»

Delusione nelle parole del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, intervenuto ieri, 1° settembre, dopo le posizioni assunte dai Paesi Ue sulla questione dei rifugiati afghani nella riunione del Consiglio Affari interni del 31 agosto. «Abbiamo visto Paesi fuori dall’Unione europea farsi avanti per offrire accoglienza ai richiedenti asilo afghani ma non abbiamo visto un solo Paese membro fare altrettanto. Tutti hanno giustamente pensato ai propri collaboratori e alle loro famiglie – rileva – ma nessuno ha avuto il coraggio di offrire rifugio a coloro che sono ancora oggi in pericolo di vita. Non possiamo fare finta che la questione afghana non ci riguardi, perché abbiamo partecipato a quella missione condividendone gli obiettivi e le finalità». Proprio per questo, «una voce europea forte e comune sulla scena internazionale è più che mai necessaria. L’Europa – afferma ancora Sassoli – deve prendere il suo posto, far sentire la sua voce, definire i propri interessi strategici anche nel quadro dell’Alleanza transatlantica, per poter svolgere un’azione di stabilizzazione, di pace e di sviluppo insieme ai nostri partner in un quadro multilaterale».

Questo, per il presidente dell’Europarlamento, «va di pari passo con la necessità di avanzare insieme verso una vera politica di sicurezza e di difesa comune, senza la quale rimarremo dipendenti dalla buona volontà delle grandi potenze e ci esporremo alle minacce dei regimi autoritari». Di qui l’invito a «fare un passo avanti ambizioso e prendere in considerazione il voto a maggioranza qualificata nel Consiglio ogni volta che sia possibile, per garantire la rapidità e l’efficacia della nostra azione esterna comune». E ancora: «Una vera Europa geopolitica dovrebbe iniziare alle nostre frontiere, con i nostri partner, con i nostri amici più vicini – chiosa -. Penso in particolare ai Paesi dei Balcani occidentali, verso i quali abbiamo una responsabilità storica. Da Tirana a Belgrado, da Skopje a Sarajevo, da Pristina a Podgorica, i Paesi dei Balcani occidentali fanno parte della nostra storia. Condividiamo una comune identità europea. Per questo dobbiamo essere pronti a impegnarci nel processo di adesione con ognuno di questi Paesi, secondo i loro progressi e le loro ambizioni».

Delusione anche nella nota diffusa all’indomani del Consiglio Affari interni dell’Ue dal Centro Astalli. «L’Europa chiude le porte alla disperazione», si legge nel testo, nel quale la crisi in Afghanistan viene definita una «ennesima occasione mancata per dare priorità a dignità e diritti, scegliere la via della solidarietà nei confronti di scappa da guerra e persecuzione». A parlare è il presidente della struttura dei Gesuiti padre Camillo Ripamonti: «In un tragico gioco degli specchi a cui siamo costretti ad assistere da anni – afferma -, l’Europa si continua a definire in pericolo, sotto attacco e in situazione di perenne emergenza, ritenendo di dover proteggere se stessa da uomini e donne disperati in fuga da guerre e crisi umanitarie». La richiesta quindi è ancora una volta quella di porre fine agli accordi di esternalizzazione, «proposti anche per gestire la crisi afgana: il fallimento degli ultimi anni, il costo in termini di vite umane e la condizione di ricattabilità in cui ci si va a porre – spiegano dal Centro Astalli – li rendono da ogni punto di vista inadeguati e deprecabili». Parallelamente, si chiede «l’apertura di vie di ingresso legali per i richiedenti protezione internazionale dall’Afghanistan e dalle aree di crisi del Mediterraneo; programmi di accoglienza e integrazione per quote significative di rifugiati da gestire con meccanismi di corresponsabilità e ripartizione tra tutti gli Stati Ue», oltre a «un cambio radicale in politica estera che consenta di mettere al centro la pace e la sicurezza da perseguire con tutti gli strumenti della diplomazia e del dialogo».

2 settembre 2021