Al Bambino Gesù 20 anni di Ginecologia pediatrica
Il servizio, inaugurato nel 2002, ha preso in carica a oggi 20mila bambine e ragazze. L’anniversario festeggiato nella Giornata internazionale delle donne
In occasione della Giornata internazionale delle donne, che si celebra oggi, 8 marzo, festeggia 20 anni di attività il servizio di Ginecologia pediatrica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, tra i primi centri in Italia ad occuparsi di bambine e adolescenti con problematiche ginecologiche fino ai 18 anni di età. Dal 2002, sono 20mila le bambine e ragazze prese in carico fino a oggi, in quello che è stato uno tra i primi centri in Italia a occuparsi di minori con problematiche ginecologiche, vale a dire patologie dell’apparato genitale o della mammella o altre patologie croniche. Un percorso all’insegna della multidisciplinarietà.
«È importante – osserva la responsabile Maria Chiara Lucchetti – far sapere alle famiglie che esistono centri dedicati alla ginecologia pediatrica, nei quali si offre a bambine e ragazze un’attenzione dedicata alla loro età in un contesto adeguato». Le problematiche riscontrate con maggiore frequenza riguardano i disturbi del ciclo mestruale nelle adolescenti e le sinechie delle piccole labbra (cioè la fusione, parziale o totale, delle piccole labbra che fanno parte dell’organo genitale esterno femminile) e piccole infezioni genitali nelle bambine in età prepubere. Ci sono poi bambine che si sottopongono a visita ginecologica per sospetto di pubertà precoce e che richiedono un corretto inquadramento diagnostico insieme agli endocrinologi, o per problemi malformativi o genetici che possono richiedere l’intervento di più medici specialisti. I casi più complessi, riferiscono dal Bambino Gesù, riguardano le patologie malformative e la gestione delle formazioni ovariche come le cisti, che benché raramente di interesse chirurgico richiedono sempre un’attenta valutazione al fine di evitare interventi inutili e, quindi, potenzialmente dannosi.
Nonostante la pandemia, nel 2021 sono state 1.500 le pazienti prese in carico. Alle visite vere e proprie vanno poi aggiunte anche le consulenze prestate in altri reparti, servizi e Day Hospital dell’ospedale su pazienti che hanno subito un trapianto o con patologie croniche e complesse (cardiopatie, fibrosi cistica, leucemia): circa 150 nel 2021. Ancora, vanno messi nel conto anche oltre 50 interventi chirurgici specifici di ginecologia.
In 20 anni di attività, rileva Lucchetti, «abbiamo sviluppato percorsi di diagnosi condivisi per patologie che richiedono interventi urgenti come la torsione ovarica oppure in merito all’abuso sessuale, con un netto miglioramento dell’assistenza». Riguardo al profilo chirurgico, l’innovazione si è concentrata intorno alle metodiche volte alla tutela della fertilità futura delle donne, con attenzione alla mini-invasività sia dal punto di vista tecnico che come criterio di scelta: «Siamo stati tra i primi – sottolinea la responsabile del servizio – a dedicare un percorso assistenziale, insieme a endocrinologi, psicologi e radiologi, alle pazienti con assenza dell’utero e della vagina, proponendo una terapia conservativa che attualmente è considerata a livello internazionale la terapia di prima scelta rispetto alla gestione chirurgica». Tra le innovazioni più recenti, l’Ambulatorio di ginecologia dell’adolescenza e della fase evolutiva, avviato insieme a Leonardo Caforio e alla sua équipe di specialisti ginecologi, che segue il passaggio alla ginecologia per adulte delle pazienti ormai maggiorenni e in cura al Bambino Gesù per condizioni malformative complesse o patologie croniche.
La responsabile del servizio di Ginecologia pediatrica mette l’accento però sull’aspetto psicologico legato alla visita ginecologica. «Occorre rassicurare sull’assoluta normalità di molti fenomeni legati alla pubertà», afferma. In questo modo sarà più facile «creare una consuetudine alla visita ginecologica, così da non renderlo un appuntamento riservato solo alla segnalazione di problematiche. In pochi campi come nella ginecologia – aggiunge infatti – la diagnosi precoce e i metodi di screening hanno drasticamente ridotto le conseguenze di patologie un tempo temibili come, per esempio, il cancro del collo dell’utero e del seno, ma anche patologie infiammatorie croniche della pelvi».
8 marzo 2022

