Al Centro Astalli inaugurati i nuovi locali

Il presidente, padre Ripamonti: «Accompagniamo le persone a ricostruire la propria vita». Il cardinale Vegliò: «Diamo case e occupazione»

Il presidente, padre Camillo Ripamonti: «Qui accompagniamo le persone a ricostruire la propria vita». Il cardinale Vegliò: «Diamo case e occupazione» 

Nuovi locali per il centro di ascolto socio-legale del Centro Astalli. Sono stati inaugurati venerdì 27 maggio dopo i lavori di ristrutturazione, realizzati con il lavoro dei richiedenti asilo e finanziati dalla fondazione Bnl, il cui presidente Luigi Abete era presente alla cerimonia con il cardinale Antonio Maria Vegliò del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti.

«In questi  locali – ha detto padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – avviene l’accompagnamento delle persone, che significa aiutare un uomo o una donna richiedente asilo a ricostruire la propria storia di vita, segnata da grandi drammi, viaggi estenuanti di migliaia di chilometri, durati mesi o anni, accompagnandoli anche attraverso il ricordo di violenze e torture subite».

Un rifugiato siriano, Philip, 37 anni
, di Aleppo, ha raccontato la sua drammatica storia. «Nel giorno di Pasqua del 2015, ancora ricordato come la Pasqua nera, una pioggia di missili ha bombardato il mio quartiere radendo al suolo intere palazzine e uccidendo molte persone – ha raccontato -. Ho aiutato la mia famiglia a fuggire dalla Siria e raggiungermi in Italia». «È una impresa di buon senso accogliere i migranti – ha commentato Luigi Abete – e valorizzare la loro presenza e il loro contributo sociale ed economico al futuro della società italiana; per questo siamo lieti di essere parte del progetto».

«Siamo tutti figli di Dio, non si
può chiedere a chi arriva sui barconi se è cristiano o musulmano – ha detto il cardinale Vegliò rispondendo ad alcune domande dei giornalisti -. Anche se il discorso teologico con l’islam è più difficile e su tanti temi si è rimasti fermi su alcune posizioni, è bene che non ci siano ghetti. L’ideale è l’integrazione. Mi auguro che l’islam che viene in Europa sia migliore dell’islam peggiore, quello strumentalizzato dai fondamentalisti».

Riguardo alle ennesime tragedie del mare, alle decine di morti e migliaia di migranti salvati in questi ultimi giorni nel Mar Mediterraneo ha detto: «Noi europei viviamo troppo nelle comodità e facilmente lasciamo l’altro da parte. Ma cosa sono un milione di profughi rispetto a 500 milioni di abitanti in Europa? Senza pensare che in Libano, su 4 milioni di abitanti ci sono 2 milioni di migranti provenienti da Iraq, Palestina, Siria. La Giordania, la Turchia, l’Afghanistan ne hanno milioni; noi invece gridiamo subito all’invasione. Diamogli una casa, diamogli una possibilità».

30 maggio 2016