Al via la settima edizione di “Memorie d’inciampo”
Oltre 50 mila “pietre” dalla Germania all’Ucraina. A Roma sono già 237 ma chiunque può richiederle per i familiari deportati dai nazisti
Oltre 50 mila “pietre” dalla Germania all’Ucraina. A Roma sono già 237 ma chiunque può richiederle per i familiari deportati dai nazisti
Nome, cognome, età, data di deportazione e, quando nota, la data di morte. Sono le informazioni, essenziali ma eloquenti, riportate sulla lucida superficie delle Stolpersteine, le pietre d’inciampo. A Roma sono 237 fino a oggi. Poste, come sanpietrini, davanti ai portoni d’ingresso di case e palazzi, queste pietre ricordano gli uomini, le donne e i bambini deportati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Le ultime in ordine di tempo verranno installate oggi, 11 gennaio, dall’artista tedesco Gunter Demnig (ideatore del progetto), tra i quartieri Prati, San Giovanni, la zona del ghetto tra via Gallia, via Po, via Cava Aurelia, via Giulio Cesare e via della Reginella.
Memorie d’inciampo a Roma è promosso da: Aned (Associazione Nazionale ex Deportati); Anei (Associazione Nazionale ex Internati); Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane di Italia; Fondazione Cdec (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), Irsifar (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza); Museo Storico della Liberazione; in collaborazione con le Biblioteche di Roma ed è organizzato dall’Associazione Arte in memoria. Posto sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica, ha il patrocinio del Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah della presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Roma.
L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista è invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili. Con un segno concreto e tangibile ma discreto e antimonumentale, a conferma che la memoria deve costituire parte integrante della nostra vita quotidiana.
Alla Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia è attivo uno “sportello” (casadellamemoria@bibliotechediroma.it / tel. 06/45460501) curato da Liliana Bilello ed Elisa Guida. A loro possono rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di uno Stolpersteine davanti alla sua abitazione.
11 gennaio 2016

