Alla Gmg di Cracovia 200 giovani iracheni

Durante la Via Crucis pregheranno il Padre Nostro in aramaico davanti al Papa. Con loro il vescovo caldeo Yaldo e l’arcivescovo Warda

Durante la Via Crucis pregheranno il Padre Nostro in aramaico davanti al Papa. Con loro il vescovo caldeo Yaldo, l’arcivescovo Warda, 10 sacerdoti e 7 suore

Provengono in buona parte dalle diocesi di Baghdad, Kirkuk ed Erbil gli oltre 200 giovani cristiani iracheni in partenza per la Giornata mondiale della giovenetà di Cracovia. Tra loro anche alcuni giovani che vivono da rifugiati nella Capitale della regione autonoma del Kurdistan irahceno, dopo essere stati costretti a abbandonare insieme alle proprie famiglie i villaggi della Piana di Ninive. Ad accompagnarli, il vescovo caldeo Basel Salim Yaldo, l’arcivescovo Bashar Warda, alla guida dell’arcidiocesi caldea di Erbil, una decina di giovani sacerdoti e 7 suore.

Nelle giornate della Gmg, durante la Via Crucis alcuni di loro reciteranno davanti al Papa il Padre Nostro in aramaico, la lingua di Gesù. «Celebrando quella pratica con cui la Chiesa rivive la passione di Cristo – sono le parole del vescovo Basel Yaldo raccolte dall’Agenzia Fides – guarderemo anche alle sofferenze del nostro Paese alla luce delle sofferenze di Gesù. In quelle giornate i ragazzi e le ragazze iracheni scambieranno il racconto delle proprie esperienze con i giovani provenienti da ogni parte del mondo. E al nostro ritorno, convocheremo un incontro nazionale in cui i giovani che sono stati a Cracovia racconteranno a tutti la loro esperienza». Un modo, nelle intenzioni del presule, per «toccare con mano che si può vivere la speranza cristiana e la comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche nelle condizioni difficili che ci troviamo a vivere. Così ci accorgeremo che non occorre fuggire, emigrare – continua -, e che è bello poter vivere il dono della gioia cristiana nei luoghi dove siamo nati, e dove abbiamo incontrato Gesù, ascoltando
l’annuncio del Vangelo».

I giovani iracheni si sono preparati alla Gmg di Cracovia con alcuni incontri comunitari; il 19 luglio poi, prima di partire per la Polonia, vivranno insieme una giornata di preghiere, canti e celebrazioni improntate al Giubileo della Misericordia. Quindi le giornate con il Papa: «Un momento importante per tutti noi – conclude il vescovo Yaldo -, per essere confermati nella fede e nella comunione con tutta la Chiesa di Cristo».

12 luglio 2016