“Almeno tu nell’universo”, la voce e il dolore di Mia Martini

Il brano di Lauzi e Fabrizio che la riportò al successo nel 1989 cantando il bisogno estremo dell’altro

Un film approdato anche in tv, nei giorni scorsi, ha riportato alla ribalta una tra le più grandi artiste della canzone italiana. Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè, soprannominata “Mimì”. Una storia segnata dalla sofferenza, come emerge anche dal film (con Serena Rossi nei panni di Mia) alla cui sceneggiatura ha collaborato la sorella della cantante, Loredana Berté. Difficili gli inizi, ma soprattutto il rapporto con il padre e anche le storie sentimentali con personaggi del suo stesso mondo che nella pellicola cambiano connotati.

Una vita di successi e dolori, fino a quel giorno di maggio del 1995 in cui viene ritrovata morta nel suo appartamento di Cardano al Campo, in provincia di Varese, dopo alcuni giorni di irreperibilità. Origini calabresi, un 33 giri di esordio bellissimo, “Oltre la collina”, dove c’è dentro la sua vita, il suo passato, come lei stessa racconta. Mia Martini domina la scena degli anni ’70 con successi come “Padre davvero”, “Piccolo uomo”, “Donna sola”, “Minuetto” e tanti altri. Voce originale, personalità eclettica (ha cantato in tante lingue), tanti grandi autori della musica italiana scrivono per lei, lei stessa firma delle canzoni. Rende omaggio a Napoli cantando col grande Roberto Murolo. Dieci le partecipazioni al Festival di Sanremo, altrettante quelle al Festivalbar.

Ricordiamo Mia Martini con “Almeno tu nell’universo”, la canzone che la riporta al successo sul palco di Sanremo nel 1989 dopo un buio periodo di ostracismo e di lontananza dalle scene. Un successo di pubblico e di critica (con il premio speciale del Festival). «Un attimo indimenticabile», lo definì lei stessa. Indimenticabile anche la sua interpretazione. A firmare il brano, Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio. Un pezzo che ha avuto tante cover, a partire da quella di Mina, fino a quella cui abbiamo assistito pochi giorni fa proprio a Sanremo con Serena Rossi, il volto del film dedicato a Mia.

Un pezzo che giaceva in un cassetto e attendeva da parecchi anni la sua voce. Per cantare il bisogno estremo di un “tu” come punto di riferimento per una vita lacerata e incerta. «Tu, tu che sei diverso / Almeno tu nell’universo / Un punto sei, che non ruota mai intorno a me / Un sole che splende per me soltanto / Come un diamante in mezzo al cuore / Tu, tu che sei diverso / Almeno tu nell’universo! / Non cambierai / Dimmi che per sempre sarai sincero / E che mi amerai davvero di più, di più, di più». Quel bisogno estremo – di tutti – che è anche di un “Tu” cui affidare la propria vita.

19 febbraio 2019