Amatrice, consegnate le prime 25 abitazioni

L’esortazione del vescovo Domenico Pompili: «Ricostruire sulla roccia della legalità, della coerenza, della coesione e della pazienza»

L’esortazione del vescovo Domenico Pompili: «Ricostruire sulla roccia della legalità, della coerenza, della coesione e della pazienza». A breve, moduli in altre 30 aree

È stato il vescovo Domenico Pompili a benedire oggi, 15 marzo, le prime 25 soluzioni abitative d’emergenza (Sae) consegnate ad Amatrice ad altrettanti nuclei familiari. E proprio dal presule è arrivato il monito a ricostruire sulla roccia della «legalità, che non è un lusso per pochi, ma una necessità per tutti»; della «coerenza tra il dire e il fare, tra le promesse e i fatti»; della «coesione, cioè della capacità di vedere l’insieme e non solo il proprio particolare, cioè l’interesse dei miei, della mia corporazione, della mia frazione»; infine, della «pazienza. Non si improvvisa una ricostruzione né si fa in un baleno – ha detto -. Solo chi sa reggere l’usura del tempo vedrà la terra promessa».

Parlando davanti al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al comandante del Raggruppamento Sisma, il generale Sergio Santamaria, il presule ha evidenziato l’importanza di misurare «la distanza tra segno e realtà per non lasciarci andare a una retorica fuori posto, come pure a una sfiducia altrettanto inerte. Oggi – ha aggiunto – è senza dubbio un giorno importante che rappresenta un segno di speranza, dopo mesi di paure e di disagi, ma si tratta di un segno, non ancora della realtà». Quindi ha citato alcune delle caratteristiche di una casa antisismica: il cordolo, la soletta, l’incatenamento, i contrafforti, i telai, i “pattini”. «Una sola però è quella citata dal “Maestro”: la roccia. E la roccia su cui tutto si tiene è la coerenza tra il dire e il fare, tra le promesse e i fatti, tra le attese e le realizzazioni».

Un concetto, quest’ultimo, che Pompili ha ribadito anche benedicendo le casette, «presagio di quella primavera da cui ci separano ancora anni e che si compirà quando tutto il territorio sarà tornato alla sua fioritura». La “roccia” su cui costruire, ha sottolineato, «è, anzitutto, la gratuità di chi sarà protagonista in questa terra. Gratuità non vuol dire “a costo zero”, ma senza interessi indebiti e senza collusioni camuffate». La roccia, ha continuato, «è anche coesione. La debolezza dei nostri territori già così minuti è la frammentazione. Occorre sommare le frazioni e non sottrarle – ha sottolineato il vescovo di Rieti -; anzi bisogna moltiplicare l’azione, dentro un quadro coerente che sappia valorizzare le identità, senza mortificare Amatrice». Infine, la roccia «è pazienza. Chi si distrae, si annoia, si scoraggia, diventerà un peso e presto un ostacolo. La casa – ha concluso poi il vescovo citando Plinio il Vecchio – è dove si trova il cuore. L’augurio è che oggi alcuni e, al più presto, tutti possano ritrovarlo».

Le casette consegnate hanno diverse grandezze – 40, 60, 80 mq -, sulla base della consistenza del nucleo familiare assegnatario. Quella interessata oggi è stata la prima area; ne seguiranno altre 6 ad Amatrice e 24 nelle diverse frazioni, per un totale di 30 aree di realizzazione delle casette nell’intero territorio comunale di Amatrice.

15 marzo 2017