Amnesty: nave con aiuti intercettata a Gaza, «violazione del diritto internazionale»
La denuncia dell’organizzazione: la nave Madleen della Freedom Flotilla «trasportava civili disarmati in missione umanitaria», nel tentativo di «violare l’illegale blocco israeliano della Striscia»
Intercettata da Israele ieri mattina, 9 giugno, la nave Madleen della Freedom Flotilla Coalition diretta a Gaza, mentre attivisti e le attiviste che erano a bordo – provenienti da Svezia, Spagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Brasile e Turchia – sono stati trattenuti dalle autorità israeliane. Tra loro anche l’attivista climatica Greta Thunberg e la deputata del Parlamento europeo Rima Hassan. «Al momento non si hanno notizie certe sul loro destino», denuncia Amnesty International. Scortata da due navi militari israeliane, l’imbarcazione è entrata in serata nel porto di Ashdod, intorno alle 20.45, ora locale.
La nave Madleen, riferisce l’organizzazione, «cercava di portare aiuti umanitari nel tentativo di violare l’illegale blocco israeliano della Striscia di Gaza occupata. Trasportava civili disarmati in missione umanitaria. L’intercettazione della nave da parte di Israele viola il diritto internazionale – affermano -. In quanto potenza occupante, Israele ha l’obbligo legale di garantire ai civili di Gaza cibo e medicine a sufficienza. Avrebbe dovuto permettere a Madleen di consegnare gli aiuti umanitari a Gaza».
Secondo Amnesty, «in linea con i suoi obblighi in quanto potenza occupante e con gli ordini giuridicamente vincolanti della Corte internazionale di giustizia per prevenire il genocidio, Israele deve immediatamente revocare il blocco illegale di Gaza, facilitare la fornitura di assistenza umanitaria in tutta Gaza e consentire missioni internazionali di accertamento dei fatti. Chiediamo alla comunità internazionale di fare molto di più di quanto fatto finora contro il genocidio, l’occupazione militare e l’apartheid», concludono.
10 giugno 2025

