Anche l’Azione cattolica mobilitata per la pace

Il Consiglio nazionale esprime il sostegno alla manifestazione “Europe for peace” del 5 novembre, «nell’auspicio che possa essere un momento di unità del Paese e di profondo rispetto del popolo ucraino e di tutti i popoli che subiscono la brutalità della guerra»

«L’Azione cattolica italiana vive con inquietudine, sofferenza, operosa e discreta carità i tanti fronti di guerra sparsi nel mondo intero, alcuni sconosciuti e dimenticati». Inizia con queste parole il documento del Consiglio nazionale dell’associazione a sostegno della manifestazione “Europe for peace”, in programma il 5 novembre. «L’invasione russa del territorio ucraino dello scorso 24 febbraio ha certamente modificato presso l’opinione pubblica nazionale e internazionale la percezione di quella “terza guerra mondiale a pezzi” che Papa Francesco denuncia instancabilmente sin dall’inizio del suo pontificato – riflettono dall’Ac -. Per l’associazione, l’inaccettabile aggressione russa contro il popolo ucraino, ha evidenziato la necessità di aumentare l’impegno e il lavoro in ogni direzione: preghiera, formazione, reti con la società civile, solidarietà, accoglienza, interlocuzione serrata e seria con la politica, per esprimere l’insopprimibile desiderio di pace che alberga nel cuore di ogni persona».

Nel documento si fa quindi il punto sulle iniziative che da quella data si sono moltiplicate «nelle parrocchie, nelle città, nelle diocesi in Italia e nel mondo» per invocare la pace, «grazie alla capillare diffusione dell’associazione sul territorio nazionale e alla rete del Forum internazionale di Azione cattolica (Fiac)». Non sol. «Trascinata dai bambini e ragazzi dell’Acr, ogni anno l’Ac si dà il compito di “attuare” il messaggio del Papa in occasione della Giornata mondiale della pace, attraverso itinerari formativi e opere-segno concrete», si legge ancora nel testo. Un impegno che ha anche dei momenti di «evidenza pubblica»: basti pensare a “Un minuto per la pace”, l’iniziativa mondiale di preghiera promossa dal Fiac e vissuta con il popolo ucraino, o alla terza edizione della “School of peace”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace Giuseppe Toniolo insieme a Caritas, Focsiv, Pontificia Università Lateranense e Missio, in programma dal 18 al 20 novembre.

«In questo momento di grandi paure e profondo fermento, è necessario ribadire con chiarezza che il lavorìo per la pace è continuo, ed è efficace se le donne e gli uomini di buona volontà se ne prendono cura nel quotidiano – prosegue la riflessione del Consiglio nazionale di Ac -. La pace non deve diventare uno dei tanti temi su cui la politica pensa “a giorni alterni”, rendendolo, da tema fondante e unitivo quale è, un motivo di polemica. Allo stesso tempo, è necessario che gli sforzi individuali siano raccolti dai tanti attori della società civile, affinché questi stimolino la classe politica tutta ad assumere nelle decisioni il criterio della pace».

Dando voce alla consapevolezza del dibattito politico-economico che si è aperto nel Pese sulla guerra in Ucraina e sugli effetti che sta avendo «sulle nostre vite» – su tutti, il caro-energia -, dall’Azione cattolica evidenziano anche «la duplice necessità di non “abituarci” mai alla guerra (addirittura nella sua espressione più letale e distruttiva, la guerra atomica) e di invocare instancabilmente pace, giustizia, verità e libertà». Ricordano quindi le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La pace è urgente e necessaria. La via per costruirla passa da un ristabilimento della verità, del diritto internazionale, della libertà del popolo ucraino».

Vanno in questa direzione le occasioni pubbliche per esprimere il desiderio di pace, come «contributo costruttivo alla vita civile, culturale e politica del Paese». In questa prospettiva «crediamo che la manifestazione “Europe for peace” del prossimo 5 novembre rappresenti uno sforzo generoso per trovare un sentire comune tra quanti invocano pace, con la richiesta del cessate il fuoco in Ucraina e l’avvio di negoziati di pace, espressione di solidarietà al popolo aggredito e alle vittime di tutte le guerre, e la richiesta di messa al bando di tutte le armi nucleari – è la conclusione del documento -. Il Consiglio nazionale dell’Azione cattolica italiana ribadisce l’instancabile lavoro dell’associazione per la pace, e chiede alla presidenza nazionale Ac di approfondire contenuti e obiettivi della manifestazione del 5 novembre, nell’auspicio che possa essere un momento di unità del Paese e di profondo rispetto del popolo ucraino e di tutti i popoli che subiscono la brutalità della guerra».

18 ottobre 2022