Apre boutique solidale con capi “di scarto” firmati
“MODiAmo”, progetto firmato Caritas, Trussardi e Asilo Savoia. I prodotti, con piccole imperfezioni, recuperati e venduti a prezzi modici. L’inaugurazione vicino a San Giovanni
Le tre vetrine già addobbate con le luci per le feste di Natale, e sugli scaffali borse, camicie e cappotti firmati Trussardi. A mettere ordine tra i vestiti c’è Stefania, che ha lavorato per anni nel campo dell’alta moda. “MODiAmo” all’apparenza sembra una normale boutique nel centro di Roma, una di quelle per chi può permettersi abiti di marca. Ma è proprio ciò che hanno da raccontare i capi esposti a svelare il senso di un progetto che va ben oltre la moda del momento. Mercoledì 7 dicembre, in via Monza 8, a due passi da piazza San Giovanni, è stata inaugurata la Boutique solidale “MODiAmo”, nata dalla collaborazione tra Caritas Roma, il Gruppo Trussardi e l’ASP Asilo Savoia, per l’economia circolare e la reinclusione sociale.
I capi in vendita nella boutique, messi a disposizione dalla casa di moda Trussardi, sono quelli che non hanno superato il livello di qualità standard per la vendita al pubblico, e che quindi verrebbero destinati al macero. «Il senso profondo di questa iniziativa – ha spiegato Giustino Trincia, direttore di Caritas Roma – è quello di promuovere un processo di produzione che non produce scorie ma inclusione sociale». Infatti, i prodotti “di scarto”, con piccole imperfezioni, vengono recuperati e venduti a prezzi modici, e il guadagno è devoluto per sostenere le attività caritative, tra cui i percorsi di reinserimento lavorativo per i più svantaggiati.
«A noi sembra davvero un percorso virtuoso – ha aggiunto Trincia -, e in più sollecita il mondo delle aziende a rendere più tangibile la responsabilità sociale d’impresa». Insomma, l’idea è quella di una economia circolare che trae risorse e valore da un materiale considerato “di serie b”. «Per noi questo progetto – ha sottolineato Massimiliano Monnanni, presidente di ASP Asilo Savoia – è molto importante perché creerà da subito occasioni di lavoro». Questo sia per le persone vulnerabili che fanno parte dei circoli assistenziali di Caritas, sia per i ragazzi neomaggiorenni che sono in uscita dalle casa famiglia. «Come ente abbiamo interesse a prendere parte a questo progetto perché noi svolgiamo tutta una serie di attività con i cosiddetti “care leavers”, ovvero i ragazzi dai 18 ai 22 anni che hanno perso gli affetti familiari e che seguiamo per l’inserimento nel mondo del lavoro», ha spiegato Monnanni.
Ai giovanissimi verrà data anche l’opportunità di tirocini professionalizzanti, regolarmente retribuiti, da svolgere nella boutique. Anche la sede è stata messa a disposizione da Asilo Savoia, che ha ristrutturato i locali e li ha arredati, destinando così a scopi sociali un immobile inutilizzato. «Volevo immaginare le persone che entreranno qui dentro – ha detto il vescovo ausiliare con la delega alla carità, Benoni Ambarus, durante la benedizione dei locali – e presento a Dio coloro che riusciremo a rimettere in piedi dal punto di vista lavorativo grazie a questa iniziativa». La lotta alla “cultura dello spreco”, anche tra gli esseri umani, secondo il vescovo, passa necessariamente dal ribellarsi «alla dinamica del cerotto», proponendo iniziative come “MODiAmo” che servono a «rimettere in piedi». Dopo la breve cerimonia con il taglio del nastro, Stefania, l’addetta alle vendite che ha allestito tutto il negozio, torna dietro al bancone. «Lavorare qui non è un’esperienza come le altre, sono davvero molto felice».
Nella Boutique solidale non si paga in contanti, ma solo con carta, «perché tutto va in beneficienza». Quando «ti compri una borsa», ha continuato la commessa, «a poco prezzo fai un regalo a te che acquisti, e allo stesso tempo aiuti un’altra persona». Insomma, le porte della Boutique solidale sono aperte, e con “MODiAmo”, lo shopping natalizio con le grandi firme non è mai stato così ecologico e solidale.
9 dicembre 2022



