Apre l’Ala Sud di Palazzo Barberini

In tutto 10 sale, riallestite e reintegrate nel percorso di visita con 78 opere, dalla pittura seicentesca al ‘700. Visitabile l’appartamento della principessa Cornelia Costanza

Palazzo Barberini inaugura una nuova ala espositiva del Piano Nobile. Nel palazzo in cui Bernini e Borromini esercitarono il loro genio, l’ala meridionale costituiva il cosiddetto “appartamento nuovo”, destinato ai cardinali della famiglia Barberini, non originaria di Roma ma toscana (Barbarino Val d’Elsa). I Tafani – animali presenti nel numero di tre nello stemma – nel 500 cambiarono il cognome in Barberini e scelsero di essere rappresentati dalle api, sinonimo di  regalità.

L’ala, comprensiva di 10 sale, riallestite e definitivamente reintegrate nel percorso di visita con 78 opere, si apre con la scenografica pittura seicentesca, con i suoi apparati, tendaggi, cortine che si scostano, e figure impegnate a tessere un dialogo muto e complice con l’osservatore, perseguendo «il solletico dell’acutezza» cioè la sensualità, come l’ebbe a definire Matteo Pellegrini, intellettuale della cerchia dei Barberini. Fino alla metà di giugno in queste stanze sono presenti dipinti dei fratelli Preti, il cui linguaggio raffinato eredita la lezione dei maestri veneti del secolo precedente (come Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese) soprattutto per i racconti biblici, ispirati al concetto del “De te Fabula” (è di noi che parla la favola dipinta),  e caravaggesca. L’esposizione ruota attorno all’Allegoria dei cinque sensi.

La visita prosegue con la collezione settecentesca che, con i suoi ritratti, le vedute e i pittori del Grand Tour, ed interpreta del secolo il dibattito sul gusto – le sue norme e limiti -, i progressi della scienza, lo spirito cosmopolita e il recupero dell’antico – grazie anche alle scoperte archeologiche -, che stimoleranno poeti ed intellettuali europei non tanto a cercare una patria ideale, quanto ad arricchire la conoscenza di sé e la propria formazione. Interpretarono il pensiero di Seneca di “essere altro” più che altrove. Ed ecco allora che artisti stranieri, soprattutto inglesi, desiderano un ritratto eminente realizzato da Batoni, il ritrattista della nobiltà e della famiglia del papa. Così come, grazie alla scoperta dell’infinitesimale piccolo (il microcoscopio) e grande (il cannocchiale) ad opera degli olandesi, l’osservazione della realtà non è più diretta, ma filtrata attraverso l’occhio “artifiziale”, della camera ottica, di cui si serviranno il veneziano Canaletto e Gaspar Van Wittel, meglio noto come Gaspare Vanvitelli, con le sue vedute romane. Si potranno ammirare anche le opere della donazione Lemme, ovvero una serie di 21 modelli di presentazione (i bozzetti finali che i pittori presentavano ai committenti per l’approvazione, prima dell’esecuzione materiale dell’opera vera e propria).

Visitabile anche l’appartamento della principessa Cornelia Costanza, andata in sposa a Giulio Cesare Sciarra per mantenere una certa stabilità economica della famiglia. Ancora oggetto di studio le destinazioni d’uso di alcune stanze e le funzioni di alcuni arredi. Si accede all’appartamento attraverso la sala da pranzo, le cui decorazioni parietali sono ispirate alla reggia di Versailles. Interessante una nicchia che separa lo spazio in due parti: nella parte più interna forse si collocava un coro, che intratteneva i convitati. Le credenze angolari, con funzione di passaggio segreto, e il lampadario di vetro di Murano invece sono stati realizzati più tardi. Annesso è un salottino con delle marine, affreschi molto in voga nel 700. Si ipotizza che fosse destinato agli uomini, dato lo stato di conservazione: il fumo, prerogativa maschile, avrebbe contribuito al deterioramento dei colori che, tuttavia, potrebbe essere stato causato dall’uso dei bracieri e non del camino. D’effetto la loggia chiusa, che costituisce un continuum tra il “paesaggio interno e esterno” del Palazzo. In essa domina una decorazione a foglie ornamentali, ripresa nel mobilio. Un altro salottino con “cappella nascosta” (coperta da ante, dopo la realizzazione della cappella più grande dedicata alla Madonna del Buon Consiglio) con decorazione parietale in azzurro e celeste, omaggio alla Vergine, era forse destinato alle dame. Oltre alla camera da letto, non poteva mancare una sala di rappresentanza, in corrispondenza con il magnifico salone affrescato da Pietro da Cortona. In essa sono rappresentati i fasti della famiglia Colonna.

La maggior ampiezza della sala rispetto alle altre, e la singolarità della sua esistenza all’interno di un Palazzo di proprietà di un’altra famiglia, è un chiaro omaggio dei Barberini ai Colonna per averne risollevato le sorti. Graziosissima una carrozzina da giardino (tirata da animali domestici) probabilmente non appartenuta alla principessa Cornelia, che pure ebbe 10 o 12 figli, data la tecnica di realizzazione più recente.

Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13. Orari: dal martedì alla domenica 8.30-19 (la biglietteria chiude alle 18). L’appartamento del 700 è visitabile dal martedì al sabato alle 11.30 solo tramite visite guidate. Biglietto Barberini Corsini: intero 12 €, ridotto 2 € (peri giovani dai 18 ai 25 anni) Il biglietto è valido dal momento della timbratura per 10 giorni in entrambe le sedi del Museo: Palazzo Barberini e Galleria Corsini. Per le gratuità e le altre informazioni: www.barberinicorsini.org , email: comunicazione@barberinicorsini.org.

10 maggio 2019