S. Maria della Mercede: l’amore vissuto totalmente
Una parrocchia edificata negli anni ’30 che unisce insieme storia e fede
È curioso entrare in una chiesa edificata negli anni ’30, come in quella parrocchiale di Santa Maria della Mercede (viale Regina Margherita), e trovarvi un quadro di scuola raffaellesca, altari rinascimentali, acquasantiere barocche e una tela seicentesca del Maratta. Di nuovo, dunque, Roma continua a stupirci perché, anche nelle parrocchie di recente costruzione, unisce insieme la storia e la fede. Il titolo parrocchiale, poi, ci svela la verità su questo luogo di culto dedicato a Santa Maria della Mercede e Sant’Adriano. L’antica diaconia di Sant’Adriano al Foro romano, infatti, che era stata affidata ai Mercedari, conteneva queste opere che poi furono trasferite nella nuova parrocchia quando la chiesa fu distrutta per il ripristino dell’antica Curia. Questo ordine religioso, fondato da Pietro Nolasco nel XIII secolo, si proponeva di riscattare, con denaro e spesso con la propria vita, gli schiavi cristiani d’oltremare. Era la testimonianza di giovani laici mossi dall’amore e da sentimenti di misericordia nei confronti della sofferenza, pronti a dare se stessi e tutti i propri beni in riscatto dei fratelli. Una testimonianza di fede che ancora oggi ci commuove e ci interroga.
25 settembre 2006