Asia Bibi, rigettata l’istanza contro la sentenza di assoluzione

La notizia diffusa su Twitter dalla fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre. «Confermato che l’accusa di blasfemia era falsa». Ora la donna è del tutto libera, anche di lasciare il Pakistan

«I giudici della Suprema Corte del Pakistan hanno appena rigettato l’istanza presentata contro la sentenza di assoluzione di Asia Bibi. La Corte ha quindi confermato che l’accusa di blasfemia era falsa. Sia lodato Dio!». Lo rende noto via Twitter la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Asia Bibi dunque è ora finalmente del tutto libera, anche di lasciare il Pakistan. Il ricorso contro la sentenza che il 31 ottobre scorso l’aveva assolta dal reato di blasfemia  è stato rigettato «basandosi sul merito», ha decretato il presidente del collegio giudicante Asif Saeed Khosa questa mattina, 29 gennaio. Durante l’udienza, l’avvocato Ghulam Ikram, legale del ricorrente Qari Muhammad Salaam, aveva chiesto che a giudicare la richiesta fosse un tribunale più ampio che includesse anche religiosi islamici e ulema. Senza appello la risposta del presidente: «Il verdetto è stato emesso sulla base di testimonianze. Secondo l’islam una persona dovrebbe essere punita anche se non è stata giudicata colpevole? Ci dimostri cosa c’è di sbagliato nel verdetto».

Probabile ora, per la donna che ha trascorso oltre 9 anni in carcere, la scelta di ricongiungersi alle figlie, che potrebbero essere già all’estero. Fino a oggi infatti dopo la sentenza di assoluzione si trovava sotto protezione in una località segreta in Pakistan. Libera a metà, anche se non più detenuta. Sempre accanto a lei il marito Ashiq Masih, mentre le figlie potrebbero essere già in Canada, dove avevano chiesto asilo.

29 gennaio 2019