Cecilia Dazzi, Maria Chiara Giannetta e Francesco Pannofino hanno “tenuto a battesimo” questa mattina, 29 gennaio, la terza edizione di #Mettiamocelointesta, la campagna promossa dall’Unhcr a sostegno del progetto “Educate a child”, avviato dall’agenzia Onu per i rifugiati nel 2012 in 12 Paesi: Siria, Iran, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenya, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad, Sudan. L’obiettivo: garantire l’accesso all’istruzione a quei 4 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo che al momento non hanno la possibilità di andare a scuola. Quasi 500mila in più rispetto allo scorso anno. Maggiormente discriminate le bambine, per le quali completare il corso di studi è ancora più difficile. Le ragazze rifugiate, infatti, hanno la metà delle probabilità di iscriversi a una scuola superiore rispetto ai loro coetanei maschi e anche per questo più facilmente cadono vittime di abusi, matrimoni precoci e sfruttamento.

Fino al 17 febbraio sarà possibile sostenere la campagna con un sms o chiamata al numero solidale 45588. I fondi raccolti con #Mettiamocelointesta andranno a sostegno di “Educate a child”, nei diversi Paesi coinvolti. Il senso lo spiega Carlotta Sami, portavoce Unhcr per il Sud Europa: più alto è il livello di istruzione delle bambine e delle ragazze rifugiate, «più elevate saranno le loro abilità in termini di leadership, capacità imprenditoriale e piena autonomia, qualità fondamentali che aiuteranno sia l’integrazione nelle comunità ospitanti e il loro sviluppo che la ricostruzione dei Paesi di provenienza». Sami ne è convinta: «Una bambina rifugiata non può scegliere ma noi possiamo salvarla dagli abusi, dallo sfruttamento e dai matrimoni precoci e assicurarle il diritto di andare a scuola».

29 gennaio 2019