Attacco chimico in Siria, «orrore» che richiede «risposta immediata»
La denuncia di Msf: vittime esposte «ad almeno due agenti diversi». Unicef: «I bambini hanno sofferto già troppo». Oxfam: fermare gli attacchi sui civili
La denuncia di Msf: vittime esposte «ad almeno due agenti diversi». Unicef: «I bambini hanno sofferto già troppo». Oxfam: fermare gli attacchi sui civili
Sono state portate all’ospedale di Bab Al Hawa, vicino al confine con la Turchia, molte delle vittime dell’attacco del 4 aprile a Khan Sheikhoun, nella provincia nord-occidentale di Idlib, in Siria. Otto di loro hanno mostrato sintomi coerenti con l’esposizione ad agenti neurotossici come il gas sarin o composti simili: pupille contratte, spasmi muscolari, defecazione involontaria. A riferirlo sono gli operatori di Medici senza frontiere, che nella Siria settentrionale gestisce direttamente 4 strutture sanitarie e fornisce supporto ad altre 150. Dall’organizzazione affermano di aver fornito «farmaci e antidoti per trattare i pazienti», insieme a «indumenti protettivi» per lo staff medico del pronto soccorso dell’ospedale. Le equipe di Msf sono riuscite anche a visitare altre strutture che stavano trattando pazienti colpiti dall’attacco e hanno riscontrato che le vittime avevano un odore di candeggina, dato che suggerisce una loro esposizione al cloro. «Questi elementi – affermano dall’organizzazione – suggeriscono fortemente che le vittime dell’attacco di Khan Sheikhoun sono state esposte ad almeno due agenti chimici diversi».
Fra le vittime, tanti i bambini, su cui si è soffermato il direttore generale dell’Unicef Anthony Lake. «Le immagini di bambini che muoiono e soffocano per le strade di Idlib in Siria a causa di un presunto attacco con armi chimiche è terribile e ci spezza il cuore. Tutti i nostri pensieri e le nostre preghiere sono per le vittime e le loro famiglie». D’altro canto, ha proseguito, «se confermati», questi attacchi «devono costringere tutti coloro che hanno il potere e la possibilità di porre fine a queste terribili violenze ad intraprendere azioni concrete». L’indignazione non basta più. Per Lake «il presunto utilizzo di armi tanto brutali non deve distogliere l’attenzione dalle violenze che si verificano ovunque in Siria, comprese Aleppo, Damasco e Hama, e non dovrebbe distrarci dalle sofferenze che ogni giorno si consumano e che coinvolgono oltre 280mila bambini intrappolati sotto assedio, tagliati fuori dall’assistenza umanitaria. I bambini della Siria – conclude – hanno sofferto già troppo e per troppo tempo».
Richiama all’esigenza di un intervento sollecito anche il coordinatore umanitario di Oxfam Italia Riccardo Sansone. «Le immagini di bambini asfissiati dalle armi chimiche sono scioccanti – afferma – e richiedono un’azione immediata per fermare gli attacchi sui civili». Quella di Idlib, continua, è «l’ennesima tragedia»: solo l’ultimo esempio delle «terribili sofferenze che il popolo siriano subisce dall’inizio del conflitto e che abbiamo sempre denunciato». Per Sansone, «l’uso di armi chimiche e gli attacchi sui civili sono la chiara testimonianza del fallimento della comunità internazionale, che non riesce a garantire la protezione della popolazione». Secondo Oxfam Italia, «la tragedia di Idlib allontana la reale applicazione di un cessate il fuoco in Siria, diventato ormai solo un miraggio, come pure la possibilità di ritorno in patria di parte dei rifugiati. In Siria, ancora oggi, l’accesso agli aiuti umanitari è pressoché precluso a circa 700mila persone nelle zone sotto assedio». In questo quadro Oxfam lancia «un appello urgente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, di cui l’Italia è membro non permanente, affinché venga data piena attuazione alla risoluzione 2209 sull’uso di armi chimiche in Siria e venga avviata un’indagine imparziale per accertare le responsabilità delle parti conflitto».
6 aprile 2017

