Le operazioni messe in atto in aeroporti e porti per fronteggiare il rischio dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Di questo, fondamentalmente, si è parlato ieri pomeriggio, 5 febbraio, nella conferenza stampa con il capo Dipartimento della Protezione civile e commissario all’emergenza coronavirus Angelo Borrelli. «Abbiamo predisposto una ordinanza di Protezione civile che è al vaglio delle Regioni per scongiurare la perdita dell’anno scolastico a 114 ragazzi occupati nello scambio culturale con la Cina, rientrati o che stanno rientrando e di cui faceva parte anche il ragazzo che è rimasto in Cina perché aveva la febbre qualche giorno fa», ha spiegato Borrelli. I ragazzi, ha precisato, rientreranno tra oggi, 6 febbraio, e domani «grazie a voli indiretti», ossia con voli da Pechino che fanno scalo in aeroporti dove è consentito l’arrivo di aerei dalla Cina e poi con un altro volo per l’Italia. Sul rientro del ragazzo diciassettenne, restato in Cina per la febbre, ha spiegato il capo della Protezione civile, sta lavorando l’unità di crisi della Farnesina.

Dopo aver ricordato di aver firmato il provvedimento di istituzione del Comitato tecnico scientifico coordinato da Agostino Miozzo, che sarà a disposizione del commissario per l’emergenza nazionale legata al coronavirus ma anche del ministero della Salute, Borrelli ha parlato dei «controlli avviati in tutti gli aeroporti con gli strumenti a disposizione». Ha ricordato i termoscanner, operativi a Fiumicino già da martedì 4 febbraio. Alle 16 di ieri, mercoledì 5, erano già state controllate con questa strumentazione oltre 24mila persone. «C’è stato un grande sforzo da parte degli uffici di sanità di frontiera e delle nostre organizzazioni di volontariato, nazionali e locali, attivate in pochissimo tempo – le parole del commissario all’emergenza -. Abbiamo creato un bacino di 110 medici e 330 tecnici sanitari per ogni turno. Oggi sono stati effettivamente operativi in 314 in ciascun turno, quindi globalmente sono 628 gli operatori sanitari che hanno affiancato gli uffici di sanità marittimi e di frontiera. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione delle Direzioni regionali della sanità, dei colleghi delle Protezioni civili regionali, dei volontari della Croce rossa italiana, del Cisom, delle Misericordie, di Cives, di Anpas e di Ana».

Per quanto riguarda i porti, ha continuato, ci saranno ulteriori disposizioni nei prossimi giorni da parte del ministero della Salute. «I controlli sono partiti in tutti gli aeroporti e nei porti sono stati estesi anche alle navi provenienti da Paesi europei. Ad oggi non sono stati segnalati casi sospetti», ha affermato Borrelli rispondendo ai giornalisti. E ha spiegato l’iter dei controlli: «Se qualcuno dal controllo risulta avere la febbre gli si chiede se è stato in Cina da meno di 14 giorni. Se la risposta è negativa, il passeggero è libero di muoversi come vuole perché la febbre non risulta collegata al coronavirus». In caso di risposta positiva inizierebbe invece tutto il percorso dei controlli. Operazioni che comunque durano pochi secondi e non rallentano le operazioni di sbarco, ha assicurato il capo della Protezione civile. Solo all’aeroporto di Perugia le operazioni iniziano oggi, con «il primo arrivo di un volo internazionale».

6 febbraio 2020