C9, possibili due nuovi dicasteri prima della riforma della Curia

Anticipati gli orientamenti del Consiglio di cardinali. Sul tavolo anche la riforma dei media vaticani e la responsabilità della Chiesa per omissioni sui minori

Padre Lombardi anticipa gli orientamenti del Consiglio di cardinali. Sul tavolo anche la riforma dei media vaticani e la responsabilità della Chiesa per omissioni relative ai minori

Si conclude questo pomeriggio, 15 aprile, l’ultima riunione del C9, il Consiglio di cardinali voluto da Papa Francesco per affiancarlo nel lavoro di riforma della Curia. Tra gli orientamenti anticipati dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi nel briefing con i giornalisti, la possibilità di istituire due nuovi dicasteri vaticani, Carità-giustizia-pace e Laici-famiglia-vita, «anche prima del risultato finale definitivo della riforma della Curia».

«Non è detto che la riforma della Curia avvenga tutta in una volta alla fine», ha ribadito il religioso, confermando che in questi tre giorni i cardinali che affiancano il Papa in tale compito «hanno dedicato la maggioranza del tempo di nuovo alle tematiche di riforma della Curia, con considerazioni anche di carattere metodologico su come fare per procedere e per arrivare, entro il 2016, se non alla conclusione, almeno a un momento significativo di preparazione della Costituzione».

Al centro dell’attenzione del Consiglio di cardinali anche il tema della riorganizzazione die media vaticani, sul quale il C9 ha richiesto al pontefice l’istituzione di una nuova Commissione che prenda «decisioni operative», mettendo a fuoco i passi da compiere per arrivare, anche qui, a una riforma. «Già una volta – ha ricordato padre Lombardi – il C9 aveva preso in esame un “interim Report” della Commissione per i media, e lo aveva sostanzialmente approvato facendo alcune raccomandazioni. Ora la Commissione ha consegnato tale rapporto come “final Report” al Papa e ai suoi collaboratori». Il Consiglio di cardinali, ha precisato il direttore della Sala stampa vaticana, ha chiesto al Papa di nominare una Commissione «che abbia la responsabilità di articolare e studiare bene il passaggio all’attuazione di questo schema nell’insieme approvato», lavorando «in continuità» con la Commissione per i media.

Illustrando i lavori del C9, padre Lombardi ha riferito come il cardinale O’Malley abiba posto sul tavolo, «in risposta alle attese della Commissione per la tutela dei minori», anche la questione dell’«accoutability», vale a dire della responsabilità della Chiesa. Non tanto relativamente ai crimini di abuso sessuale sui minori, «già regolati dalle norme esistenti», ma in riferimento all’abuso di ufficio, all’«omissione di responsabilità da parte di persone che abbiamo responsabilità nella Chiesa: vescovi, superiori di ordini religiosi o altri». Il tema, ha evidenziato il portavoce vaticano, «è stato affidato alla responsabilità del Papa», al quale sono state riportate anche le preoccupazioni del sottogruppo della Commissione di tutela dei minori che si occupa dei rapporti con le vittime.

«Se il tema dell’accountability – ha aggiunto padre Lombardi – è annoso, quello degli abusi d’ufficio non è tanto approfondito», ad esempio riguardo «ai superiori che potevano agire o non hanno agito». In questo ambito occorre chiedersi se questi ultimi «devono rispondere personalmente al Papa, o ci può essere una procedura che valuti questo tipo di comportamenti». Di qui la necessità di «un testo giuridico preciso e affidabile» in materia, che ha bisogno dei tempi adeguati «prima di arrivare a una maturazione».

Le prossime riunioni del C9 sono previste dall’8 al 10 giugno, dal 14 al 16 settembre e dal 10 al 12 dicembre.

15 aprile 2015