Caldo, al via il piano di prevenzione della Regione Lazio

L’assessore D’Amato: «Sorveglianza attiva sulla popolazione target, sulla base di 4 diversi livelli di rischio». Specifici sistemi di allarme a Roma e in altre 5 città

Con l’arrivo del caldo, esploso repentinamente dopo un maggio anomalo dal punto di vista meteorologico, è diventato operativo il piano della Regione Lazio a tutela della popolazione più a rischio. I destinatari principali sono gli over 65. L’obiettivo: garantire assistenza nelle giornate con le temperature più elevate. Ad assicurarla, i medici di medicina generale che hanno aderito al piano di sorveglianza per affrontare l’emergenza caldo, inserendo nel programma ciascun soggetto a rischio attraverso una scheda personale. Ancora, in sei città del Lazio sono attivi specifici sistemi di allarme con l’obiettivo di modulare gli interventi: Roma, ma anche Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti e Civitavecchia.

Tra gli “strumenti” a disposizione, anche i bollettini d’allarme che sono pubblicati ogni giorno sul sito del ministero della Salute e sul sito del Dipartimento di epidemiologia del Ssr – Asl Roma 1, oltre che sulla app Caldo e Salute.

«Il piano prevede una sorveglianza attiva sulla popolazione target, sulla base dei quattro diversi livelli di rischio – spiega l’assessore regionale alla Sanità e all’Integrazione sociosanitaria Alessio D’Amato -. l’app Caldo e Salute poi è a disposizione per verificare la situazione e consultare i bollettini d’allarme». I medici di medicina generale «possono includere i pazienti per tutto il periodo in cui il programma è attivo, privilegiando naturalmente quelli con punteggio più elevato (livello 3 e 4)».

Gli accessi domiciliari vanno effettuati durante i giorni in cui sono previste condizioni climatiche a rischio per la salute – livello 1, livello 2 e livello 3 del bollettino -. Se l’ondata di calore persiste al livello 3 per più giorni gli accessi domiciliari dovrebbero essere ripetuti.

11 giugno 2019