Campus Bio – Medico: il Pronto soccorso riapre i battenti

Dopo l’inaugurazione, il 1° settembre 2020, gli ambienti erano stati destinati a Covid Center. Il governatore del Lazio Zingaretti: «Quella di oggi è una ripartenza per non tornare più indietro»

Accogliente, sicuro e dotato delle migliori tecnologie, si rivolge a un bacino potenziale di circa 300mila residenti per un afflusso stimato in 48mila accessi annui. È il Pronto soccorso del Policlinico Universitario Campus Bio Medico di via Àlvaro del Portillo 192, nel quartiere di Trigoria, attivo dalle 17 di oggi, 12 luglio, dopo la chiusura per la destinazione degli ambienti – inaugurati il 1° settembre 2020 – a Covid Center. «Quella di oggi è una ripartenza per non tornare più indietro – ha detto nel suo intervento Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio -. In questa fase di ripresa e di rinascita dell’Italia, l’investimento sulla Sanità pubblica è semplicemente un modo di essere coerenti con l’appello di Papa Francesco fatto nel corso dell’Angelus di ieri, nel quale ha ribadito l’importanza di un Servizio sanitario nazionale. Si tratta cioè di soddisfare il diritto costituzionale alla salute di ognuno, lavorando in rete, dando vita ad un vero sistema, di cui il Campus è un’eccellenza, capace di offrire al paziente l’offerta migliore».

L’inaugurazione del nuovo reparto del nosocomio di Roma sud è stata anche l’occasione per Zingaretti per sottolineare i buoni risultati raggiunti a livello regionale nell’ambito della campagna vaccinale. «Il Lazio è stata la Regione che ha trascorso meno giorni in zona gialla e rossa – ha ricordato -, dando in questo modo una mano all’economia.  Quanto ai numeri delle vaccinazioni – quando sono oltre 6 milioni le somministrazioni effettuate sull’intero territorio, con un adulto su 2 vaccinato -, ci dicono che c’è un’incidenza del 16% in meno per quanto riguarda il tasso del contagio e del 35% in meno se consideriamo quello relativo alla mortalità». Anche Alessio d’Amato, assessore alla Sanità e alla Integrazione socio-sanitaria della Regione, ha sottolineato «l’importanza del Servizio sanitario pubblico», richiamando l’importanza della vaccinazione contro il Covid-19, perché «non ci sono più alibi tante sono le offerte proposte con oltre 3500 medici di base attivi e più di 1000 farmacie abilitate sul territorio regionale». L’obiettivo è quello di «immunizzare il 70% della popolazione laziale entro la prima settimana di agosto e l’80% entro la fine del prossimo mese» così che non ci sia più bisogno «di chiedere al Campus Bio Medico di sospendere le attività del Pronto soccorso per attivare un Covid center, come accaduto lo scorso autunno dopo solo 58 giorni di attività del nuovo Dipartimento di emergenza e accettazione».

Sviluppato su 2.100 metri quadrati completamente integrati nell’edificio del Policlinico, accreditato Joint Commission International, e realizzato seguendo i più aggiornati modelli organizzativi, tecnologici e di triage, il nuovo Pronto soccorso è inserito nel territorio della Asl Roma 2, che conta 1,3 milioni di abitanti, e accresce l’offerta di sanità pubblica nel quadrante sud ovest della Capitale e dei territori limitrofi quali Eur, Spinaceto, Mostacciano, Laurentino, Pontina. È poi inserito nelle reti tempo-dipendenti della Regione Lazio per assicurare cure tempestive per tutte le patologie e, in particolare, per quelle cerebro-vascolari acute, vascolari acute, cardiologiche acute e cardio-chirurgiche, oltre che per tutti i casi di traumatologia e di patologie chirurgiche acute.

La struttura dispone di una sala operatoria dedicata posta nelle immediate vicinanze dell’alta intensità così come la radiologia interventistica e l’emodinamica e può contare inoltre su un servizio di diagnostica per immagini dedicato, dotato di una Tac 300 strati ad altissime prestazioni. Ancora, tra gli elementi caratterizzanti, l’organizzazione del flusso dei pazienti per livelli di gravità e grande attenzione alla privacy, al comfort e al benessere dei pazienti, con la predisposizione di aree di Osservazione breve intensiva da 8 letti per chi necessita di un periodo di osservazione maggiore e di una Holding Area da 12 letti separati tra uomini e donne per chi attende il posto letto per il ricovero o il trasferimento in altre strutture in caso di mancanza di posto letto disponibile. Dispone poi di un “percorso protetto febbre” creato per gestire in sicurezza gli accessi al Pronto soccorso, riducendo al massimo i rischi in questo periodo connessi alla pandemia di Covid-19. Infine, la presenza dell’eliporto, posto a pochi metri dall’ingresso, che permette l’utilizzo delle eliambulanze.

«Siamo particolarmente felici di poter restituire alla Capitale e ai territori limitrofi un approdo sicuro per le cure in emergenza e urgenza – ha detto Felice Barela, presidente dell’Università Campus Bio-Medico – che rappresenta un ritorno alla normalità dopo un anno e mezzo di pandemia, che ci ha imposto più volte di modificare assetti strutturali e organizzativi del Policlinico Universitario. L’attività condotta in armonia e raccordo con la Regione Lazio ci ha permesso, in questi mesi in cui il Pronto soccorso è rimasto chiuso, di dare comunque un contributo significativo alla lotta contro il Covid-19 e nella continuità delle cure per le persone con altre patologie». Da parte sua, Paolo Sormani, direttore generale del Policlinico Universitario Campus Bio Medico, ha ribadito come «con questa riapertura torniamo a dare risposte di salute all’interno della rete regionale dell’emergenza e delle reti per fronteggiare le patologie tempo dipendenti come ictus, aneurismi e infarti.  L’esperienza maturata con la creazione del Campus Covid Center e del Campus Covid Center 2.0 è un patrimonio di conoscenze preziose che hanno permesso di riorganizzazione il Pronto soccorso per rispondere in maniera sicura ed efficiente nel post pandemia».

12 luglio 2021