Carabiniere ucciso in centro con 8 coltellate

Mario Rega Cerciello, 35 anni, vice brigadiere, tentava di fermare i rapinatori che avevano derubato una donna. Chiedevano 100 euro per la borsa

«Un’esistenza consacrata agli altri e al dovere». Dall’arma dei Carabinieri scelgono queste parole per ricordare Maria Rega Cerciello, il vice brigadiere ucciso nella notte, poco dopo le tre del mattino, in via Pietro Cossa, a Prati, mentre stava facendo un controllo su due sospetti che trasportavano una borsa, probabilmente sottratta a una donna poco prima. Dopo aver subito il furto, la donna avrebbe chiamato il suo cellulare e fissato un appuntamento con i due uomini per recuperare almeno documenti e chiavi. All’incontro però si è recata accompagnata da due carabinieri, intervenuti, durante lo scambio,  per tentare di bloccare i rapinatori. Nella colluttazione, uno dei malviventi ha estratto un coltello e ha colpito Cerciello 8 volte. Trasportato d’urgenza al Santo Spirito, è morto poco dopo il ricovero. È morto per i 100 euro che i due pretendevano per restituire la borsa.

«Nella sua nuda esistenza anche la tragedia più grande è fatta di numeri – si legge nel tweet pubblicato dai Carabinieri -: il vice brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno. È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di un furto pretendevano in cambio della restituzione di un borsello rubato». In gergo, ricordano, si chiama “cavallo di ritorno”. Quei numeri, evidenziano dall’arma, «non sono freddi: sono il conto di un’esistenza consacrata agli altri e al dovere, di una dedizione incondizionata e coraggiosa, di un amore pieno di speranze e di promesse. E la tragedia reca la cifra più alta: l’infinito». Quindi, l’espressione del «più vivo dolore per una mancanza che affligge 110mila Carabinieri», insieme al «più vivo cordoglio ai suoi cari, che stringiamo in un immenso, unico abbraccio». Per la giornata di oggi, 26 luglio, l’arma ha proclamato un giorno di lutto.

Anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta affida a Twitter il suo cordoglio. «Mi stringo in un forte abbraccio alla moglie e alla mamma del vice brigadiere Mario Cerciello Rega e all’Arma dei Carabinieri – scrive – e chiedo tolleranza zero per i delinquenti autori del vile atto».

Il premier Giuseppe Conte parla della morte del vice brigadiere come di una «profonda ferita per lo Stato» e garantisce: «Faremo il massimo per assicurare i responsabili alla giustizia. La mia vicinanza alla famiglia e all’intera Arma dei Carabinieri».

«Dolore e cordoglio» anche nel messaggio del presidente della Camera Roberto Fico, per il vice brigadiere accoltellato mentre faceva il suo dovere per «garantire a noi tutti sicurezza e serenità». Nelle parole di Fico, la «vicinanza mia e di Montecitorio alla sua famiglia e a tutta l’Arma dei Carabinieri». Anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati esprime «profondo cordoglio ai familiari del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, caduto mentre compiva con coraggio e abnegazione il proprio dovere di tutore dell’ordine, e all’Arma dei Carabinieri per questa tragedia che colpisce tutto il Paese per le circostanze in cui è maturata». Per la presidente Casellati, «i carabinieri sono i nostri eroi della quotidianità, ma troppo spesso, nell’esercizio del difficile compito di garantire al Paese sicurezza e legalità, diventano martiri della quotidianità. E questo non è più accettabile. È necessario – afferma – sostenere e supportare l’Arma con ogni mezzo per ridurre i rischi sulle strade e tutelare tutti gli uomini e le donne in divisa mentre svolgono il loro lavoro a tutela della sicurezza degli italiani».

26 luglio 2019