“Caravaggio tradito”, appuntamento a Santa Maria del Popolo

Nel terzo e ultimo incontro del ciclo organizzato dal Servizio cultura del Vicariato di Roma, la presentazione in anteprima di un video su Michelangelo Merisi, con documenti custoditi nell'Archivio Storico diocesano

“Caravaggio. Un peccatore cristiano”. Questo il titolo del video che sarà presentato in anteprima venerdì 24 maggio nell’ambito dell’ultimo appuntamento del ciclo su “Caravaggio tradito”, organizzato dal Servizio per la cultura e l’università della diocesi di Roma. Un filmato di dieci minuti, realizzato dal Servizio diocesano e prodotto da Lazy Film – regia di Alessandro Galluzzi -, nel quale, tra l’altro, viene mostrato al grande pubblico un documento del 1605 custodito nell’Archivio Storico diocesano, nel quale il parroco di San Nicola dei Prefetti dell’epoca registra di aver confessato e comunicato Caravaggio.

L’appuntamento è per le 20.15 nella chiesa di Santa Maria del Popolo, che ospita la “Conversione di Saulo” e la “Crocifissione di Pietro”. Illustreranno i due capolavori il direttore del Servizio per la cultura e l’università della diocesi di Roma monsignor Andrea Lonardo e la storica dell’arte Sara Magister, moderati da Francesco d’Alfonso, addetto del Servizio diocesano.«”Caravaggio tradito” è un percorso per riscoprire le opere romane di Michelangelo Merisi – spiega Lonardo -: da San Luigi dei Francesi a Santa Maria della Scala, dove la tela commissionata, “La morte della Vergine”, non trovò mai posto, fino a Santa Maria del Popolo. Un itinerario per riscoprire luci e ombre, menzogne e verità, rifiuti e trionfi del pittore più discusso e tradito dalla critica dell’arte». Il nome è stato scelto, sottolinea ancora il sacerdote, «perché la critica d’arte si è soffermata molto sui presunti rifiuti mentre ogni volta che esiste la prima versione di una sua opera, è la seconda a essere quella più “caravaggesca”».

Il direttore del Servizio diocesano anticipa anche che nell’incontro di venerdì presenterà ufficialmente la sua «più grande scoperta su Caravaggio», relativa al punto in cui san Pietro fissa lo sguardo prima di morire, nella tela dedicata alla sua crocifissione. «Caravaggio, imitando Michelangelo Buonarroti – dichiara Lonardo -, dipinge l’apostolo Pietro mentre si volge all’Eucaristia che viene celebrata sull’altare». Dedicati invece alla vita romana dell’artista lombardo i documenti dell’Archivio di Stato di Roma e dell’Archivio dell’Accademia dei Virtuosi del Pantheon che si vedono nel video che sarà presentato durante la serata. «Non ci siamo voluti soffermare tanto sulla sua opera pittorica – spiega d’Alfonso – ma attraverso documenti e luoghi di Roma legati a Caravaggio, abbiamo voluto  tratteggiarne la figura di uomo del suo tempo, che frequentava le bettole così come i palazzi principeschi dei suoi mecenati, che partecipava alle risse ma che faceva anche la comunione a Pasqua o l’adorazione eucaristica, proprio come gli altri pittori suoi contemporanei».

22 maggio 2019