Caritas, formazione per operatori e volontari
Inizia con un incontro di preghiera, il 17 novembre, un itinerario sulle opere di misericordia, nel Giubileo che vedrà l’apertura della Porta Santa della Carità
Inizia con un momento di preghiera, il 17 novembre, un itinerario sulle opere di misericordia, nel Giubileo che vedrà anche l’apertura della Porta Santa della Carità
Dedicato ad operatori e volontari della Caritas l’incontro di preghiera e condivisione in programma per martedì 17 novembre dalle 17 alle 19 nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Un momento che segnerà l’inizio del cammino formativo organizzato per loro dalla Caritas diocesana nell’anno del Giubileo della Misericordia.
A spiegarne il senso è il direttore, monsignor Enrico Feroci. «All’inizio di questo nuovo anno pastorale – scrive nella lettera di invito – siamo chiamati a vivere con fede e rinnovato entusiasmo il Giubileo straordinario della Misericordia che Papa Francesco inaugurerà il prossimo 8 dicembre 2015 nella solennità dell’Immacolata Concezione». E cita proprio le parole di Francesco per ribadire che «Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana – continua Feroci – sembra trovare in questa parola la sua sintesi». L’Anno Santo della Misericordia dunqe sarà «un tempo favorevole per la Chiesa perché renda più forte ed efficace la testimonianza di noi credenti».
Un appuntamento che per la Caritas di Roma avrà fra i suoi momenti forti l’apertura della Porta Santa della Carità presso l’Ostello Don Luigi Di Liegro, in via Marsala, il prossimo 18 dicembre. Ad aprirla, Papa Francesco, che visiterà anche la mensa dedicata a san Giovanni Paolo II. «In questo Anno Santo – spiega il direttore Caritas – siamo chiamati “a fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più più disparate periferie esistenziali”». E in questi anni proprio l’Ostello, confermano dalla Caritas, è stato «il luogo di incontro più prossimo con la povertà e l’emarginazione, in cui la comunità cristiana ha trovato lo spazio per condividere e socializzare con i fratelli emarginati. Una relazione fatta di piccole cose come la doccia, il cambio della biancheria, il conversare seduti a tavola, che diventa la concretizzazione dell’amore evangelico».
Questo essere «credenti al servizio degli ultimi», rimarca monsignor Feroci, chiama a «vivere direttamente questo Anno Santo come un’esperienza straordinaria di grazia e di rinnovamento spirituale, un’occasione per riscoprire le motivazioni che ci spingono a tendere le mani verso il fratello in difficoltà, un impegno concreto a testimoniare nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi». Di qui la scelta di un percorso di riflessione sulle opere di misericordia spirituali e corporali.
Nel corso del Giubileo, informano ancora dalla Caritas, i volontari delle parrocchie romane e di altre diocesi che presteranno servizio all’Ostello e alla mensa lucreranno l’indulgenza plenaria alle condizioni previste dalla Chiesa.

