Caritas Roma: nell’anno del Giubileo, sospendere gli sfratti

Presentato il Rapporto povertà 2024. Il vicario Reina: «Arginare l’emergenza abitativa con segni di carità e solidarietà». Nei Centri d’ascolto, aumentate del 12% le persone aiutate. +21% per gli utenti delle mense. Oltre 3.500 le ordinanze di sfratto

La diocesi di Roma incontrerà nei prossimi giorni i superiori degli istituti religiosi e i 36 parroci prefetti della città. L’obiettivo è uno solo: contrastare la povertà abitativa. L’appello di Papa Francesco alla vigilia del Giubileo non è rimasto inascoltato. Il pontefice, con una lettera del 15 novembre scorso, aveva chiesto alla Chiesa romana di aprire le porte a coloro che sono senza casa.

Pronta è stata la risposta dell’arcivescovo Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Oggi, 22 novembre, durante la presentazione in Vicariato del Rapporto Caritas sulla povertà della città, il presule ha invitato tutte le realtà diocesane proprietarie di immobili a «offrire il loro contributo per arginare l’emergenza abitativa con segni di carità e di solidarietà, per generare speranza nelle migliaia di persone che versano in una condizione di precarietà abitativa». Un impegno che ha cominciato a tracciare uno sentiero di speranza. Insieme alla promessa del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca di portare avanti una moratoria contro gli sfratti durante il Giubileo.

Era quanto auspicato dalla Caritas di Roma e dal suo direttore Giustino Trincia, che ha spiegato alla stampa i nuovi dati emersi dal rapporto 2024, insieme ad Alberto Colaiacomo, il responsabile della comunicazione. Ad assistere alla presentazione anche don Renato Tarantelli Baccari, nominato ieri, 21 novembre, vicegerente della diocesi di Roma ed eletto vescovo ausiliare, e il vescovo ausiliare Michele di Tolve, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore.

“Tra indifferenze e speranze”, il tema scelto quest’anno. Due parole che vogliono fotografare la situazione della Capitale. Divisa dalle disuguaglianze e dalle povertà che continuano ad aumentare. In primis quella abitativa, ma senza dimenticare quella sanitaria, lavorativa ed educativa.

A Roma, si legge nel Rapporto, il 12,7% è a rischio povertà. Nel 2023, nei Centri di ascolto della Caritas si è registrato un aumento del 12% delle persone aiutate. Più del periodo della pandemia. Anche la percentuale degli utenti delle mense è schizzata: +21%. Drammatica poi la situazione degli sfratti: l’anno scorso sono state emesse 3.528 ordinanze – l’85% per morosità incolpevole-, di cui 2.058 sono state eseguite.

Di questo ha parlato il sindaco Gualtieri, che ha fatto suo l’appello della Caritas a interrompere tali procedure. «Mi farò portavoce anche nei confronti del governo – ha detto il primo cittadino -, perché penso che sia giusto che durante il Giubileo ci sia una moratoria straordinaria degli sfratti». Gualtieri ha poi parlato anche delle tensostrutture per i senza dimora, che, ha assicurato, «saranno pronte per l’Anno Santo». Sugli affitti brevi ha aggiunto: «Chiediamo da tempo degli strumenti normativi che ci consentano di porre dei limiti. Il centro non deve svuotarsi».

Parlando degli sfratti, gli ha fatto eco Rocca, che ha dichiarato di sostenere l’istanza sulla sospensione per il Giubileo. Il presidente ha anticipato di star lavorando a una legge sull’edilizia residenziale pubblica, il cui testo è già pronto. «Sappiamo per certo – ha detto – che intere aree sono in mano alla criminalità». Verrà poi aumentato, ha aggiunto, «il fondo per il sostegno agli affitti». Mentre riguardo alla legge regionale sulla casa, ha affermato: «Accolgo il sollecito della Caritas. Possiamo lavorare insieme».

Misure che si proiettano nella «logica dei piccoli passi» di cui ha parlato in conclusione il vescovo Benoni Ambarus, ausiliare di Roma, delegato diocesano per l’ambito della Diaconia della carità. «Nessuna amministrazione ce la farà – ha sottolineato il presule -, se ognuno di noi non comincia a rimboccarsi le maniche». Ha poi parlato di un sogno: applicare detrazioni di tasse a coloro che affittano le proprie case ai più fragili. «Sarebbe più facile per tutti», ha concluso. In un contesto, quello romano, in cui in molti sono indifferenti, come sottolineato da Trincia. «C’è tanta gente di buona volontà, ma anche molti che credono che la situazione non li riguardi – ha evidenziato il direttore della Caritas diocesana -. Bisogna passare dall’indifferenza alla speranza fondata sulla presenza di segni concreti».

È la strada indicata dall’arcivescovo Reina. «La Chiesa di Roma – ha sottolineato – ama i poveri con i fatti, con l’animazione pastorale e con le opere quotidiane. Vorremmo che tutti fossero rispettati nella loro dignità». Infine, un suo ultimo desiderio: «Mi piacerebbe che il volume del Rapporto sulla povertà trovasse spazio sulle scrivanie di tutti i parroci, insieme alla Bibbia e al Catechismo».

22 novembre 2024