Castel Romano, la Regione Lazio firma l’ordinanza di sgombero

Tra le richieste a Roma Capitale, il ripristino del varco d’accesso e la presenza h24 della Polizia locale. Il Campidoglio: interventi avviati da tempo

L’attuazione delle «azioni organizzative e funzionali alla chiusura del villaggio della solidarietà di Castel Romano» al centro dell’ordinanza firmata ieri, 8 luglio, dall’assessore alla Sanità e all’Integrazione socio-sanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato, che punta anche al ripristino dello stato dei luoghi all’interno del perimetro della Riserva naturale Decima – Malafede. Un provvedimento che arriva dopo l’escalation di roghi tossici, delle denunce di comitati di zona e forze politiche di opposizione e di un allarme lanciato dalla stessa Asl Roma 2, che ha parlato di condizioni precarie sul piano igienico sanitario.

Lo sgombero però sarà a carico del Campidoglio. In particolare, l’ordinanza prevede che Roma Capitale ripristini, «con effetto immediato», il varco d’accesso al “Villagio della Solidarietà” di Castel Romano, garantendo la presenza continua h24 della Polizia Locale. L’obiettivo: impedire l’accesso di persone non autorizzate ma anche l’introduzione dei materiali «oggetto di incendi e roghi, ovvero di smaltimento irregolare e illecito». Ancora, si chiede a Roma Capitale di ripristinare entro 15 giorni la funzionalità dei due depuratori già presenti e di attivare la rimozione dei materiali abusivamente sversati nelle aree circostanti il Villaggio. Da ultimo, l’ordinanza impone all’amministrazione capitolina di procedere «alla completa attuazione delle azioni organizzative e funzionali alla chiusura definitiva del villaggio della solidarietà di Castel Romano e alla bonifica dell’intera area nonché al ripristino dei luoghi allo stato originario».

In realtà, il Campidoglio rivendica interventi sul campo di Castel Romano «già avviati e programmati da mesi».  Proprio nella mattinata di ieri, 8 luglio, «è iniziata l’installazione delle barriere fisse in cemento, tipo new jersey, nei varchi d’accesso al campo per impedire lo sversamento illecito dei rifiuti e i roghi tossici. Contro questi fenomeni – si legge in una nota diffusa dal Campidoglio – è stato istituito anche un presidio fisso di vigilanza da parte della Polizia locale, che allontanerà le persone non autorizzate perché non assegnatarie dei moduli nel campo, e non permetterà l’accesso alle auto private»Stabilita nell’ultima riunione del Comitato ordine e sicurezza pubblica anche la presenza di un presidio fisso dell’Esercito italiano, con i militari dell’operazione Strade sicure.

Riguardo alla necessità di superare e chiudere il campo, «l’amministrazione capitolina ha già stanziato 480mila euro per bonificare l’area e rimuovere i rifiuti. Roma Capitale – prosegue la nota del Campidoglio – sta lavorando a una pianificazione per lo sgombero totale dell’area e al reinserimento delle persone fragili in strutture adeguate. Operazioni che hanno subito un rallentamento a causa dell’emergenza Covid-19 la cui normativa nazionale prevede un blocco degli sgomberi fino al 1° settembre 2020. Come da cronoprogramma già fissato da Roma Capitale, entro il 10 settembre verrà sgomberato il campo F, attualmente occupato da circa 90 persone. Di seguito si procederà con gli sgomberi fino alla totale liberazione del campo prevista per dicembre 2021». Pochi mesi, dunque, per trovare un soluzione alloggiativa alternativa, con l’aiuto del Comune, nelle modalità previste dal Piano rom, che però prevedeva altre tempistiche.

9 luglio 2020