L’espansione del programma – riuscito – dei corridoi umanitari. Questa la richiesta con la quale le Chiese cristiani in Europa hanno celebrato ieri, 10 dicembre, a Bruxelles la Giornata dei diritti umani, in nome della «sacralità della vita e la dignità inviolabile di ogni essere umano creato a immagine di Dio». In un evento al Parlamento europeo, si legge in un comunicato congiunto della Conferenza delle Chiese in Europa (Cec) e della Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme), della Federazione delle Chiese protestanti in Italia (Fcei) e della Comunità di Sant’Egidio, hanno lanciato la proposta di aprire altri corridoi umanitari per 50mila persone da e verso la Libia per un periodo di due anni.

«In un giorno in cui celebriamo i diritti umani, una coalizione ecumenica presenta una proposta alle istituzioni dell’Ue affinché si aprano corridoi umanitari dalla Libia e dai Paesi vicini in crisi, analoghi a quelli che esistono già in Italia e in altri Paesi dell’Ue – ha commentato il presidente Fcei Luca Maria Negro -. I diritti umani non dovrebbero essere semplicemente una questione di parole ma una questione di azione. I corridoi umanitari sono esattamente questo e questo è il momento giusto per l’Ue per portarlo avanti», ha aggiunto.

Tre i punti-chiave della proposta: la richiesta al governo italiano di porsi come capofila di una cordata di Paesi Ue coinvolti nell’iniziativa; la collaborazione operativa con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per preparare i beneficiari dei corridoi umanitari al percorso che dovranno fare nei Paesi di accoglienza; la partecipazione della società civile e delle Chiese nella fase dell’accoglienza e dell’integrazione dei beneficiari. «Ribadiamo in questo modo – si legge nella nota – l’urgenza di un intervento in Libia e nei Paesi vicini, teso ad aprire un canale di accesso legale e sicuro a Stati che garantiscano il diritto di asilo e la protezione umanitaria».

Per il segretario generale Ccme Torsten Moritz, «con le situazioni di crisi che peggiorano in Europa, il nostro continente deve contribuire maggiormente alla protezione dei più vulnerabili. I corridoi umanitari europei saranno una parte importante nel farlo con sicurezza e dignità per coloro che vogliamo proteggere». Gli ha fatto eco, sempre da Bruxelles, il presidente Cec Christian Krieger: «La crisi umanitaria affrontata dai migranti, i cui diritti umani vengono violati ogni giorno, ci chiama come cristiani a essere testimoni e offrire ospitalità. Pertanto, sosteniamo fortemente l’appello della Ccme e di altre organizzazioni cristiane che richiedono passaggi sicuri e legali. In questa Giornata dei diritti umani, confermiamo ancora una volta il nostro impegno a lavorare insieme per la protezione della vita umana».

11 dicembre 2019