“Civis, civitas, civilitas”: Roma antica modello di città

La mostra fino al 18 ottobre al Museo dei Fori Imperiali, ai mercati traianei, con la collaborazione del Museo della civiltà romana. Un viaggio ideale nella romanità

L’antica Roma maestra di vita. Il senso di comunità, condivisione e appartenenza dei suoi cittadini è un modello a cui ispirarsi per la ripartenza. Per recuperare la vera identità di Roma si dovrebbero seguire le orme della res publica, della constitutio populi di Cicerone, quando non esisteva una distinzione tra lo stato e la civitas (la città), e il benessere era diffuso. Non circoscritta ai suoi confini e mura perimetrali, Roma posava le sue fondamenta sull’insieme dei suoi cittadini, che si spendevano per interessi collettivi. Documentata è la condizione di privilegio vissuta dai cives (cittadini), che condividevano e godevano degli stessi diritti, che li rendevano liberi e “civili” rispetto a quanti abitavano nelle campagne (i rustici), ai nemici e ai selvaggi barbari.

Ai mercati traianei, cornice ideale, la mostra “Civis, civitas, civilitas” si propone di ricostruire nell’immaginario collettivo la vita nell’antica Roma, in cui l’architettura era “segno” dello stile di vita condotto e della politica espansionistica, che la rese grande.  Pur non avendo competenze tecniche specialistiche e di architettura, che consentirebbero di apprezzare pienamente le rappresentazioni e l’efficacia comunicativa, il visitatore comune attraverso plastici delle architetture antiche può percorrere un viaggio ideale nella romanità, tra tipologie edilizie e spazi differenti. Si tratta dei modelli in gesso del “Museo della civiltà romana”, in gran parte realizzati da Italo Gismondi per la “Mostra augustea della romanità” del 1937. I modelli raffigurano sia gli edifici nello stato del loro ritrovamento a seguito degli scavi  sia la ricostruzione dell’autore. Non sorprende scoprire che, dato l’acume degli antichi,  già Augusto (31 a.C.-14 d.C.), riprendendo un progetto di Cesare, volle che fosse realizzato un rilievo plastico dell’impero.  Progetto corredato da un commento illustrativo e da una carta geografica, che riportava il tracciato di tutti gli itinerari possibili, annotando persino le giornate di marcia previste per il raggiungimento delle mete.

I plastici, distribuiti tra la cosiddetta Grande Aula e i matronei del museo in macrotemi (lo spettacolo, il trionfo etc.), sono espressione della società romana, di quella civitas nella quale, grazie anche ad ingegneri ed architetti ante litteram,  si costruirono strade, ponti, porti e acquedotti, oltre a templi, e luoghi che favorivano l’aggregazione, come teatri e terme, o esaltavano meriti individuali, come gli archi, o perpetravano la memoria. Tipologie edilizie e spazi con la loro destinazione d’uso che furono esportati nei territori conquistati. Nel segno dell’universalità, la cosiddetta romanizzazione delle colonie avveniva infatti a livello urbanistico con la riproposizione dell’impianto ortogonale dell’Urbe, il cardo e il decumano, le due strade principali (che muovevano rispettivamente da nord a sud e da est a ovest). All’incrocio delle due strade, circondato da un ampio portico, si apriva il foro, la piazza principale della città, nella quale si discutevano questioni politiche, si svolgevano processi e funzioni religiose, e si tenevano mercati. Nel foro si affacciavano anche edifici pubblici. La conformazione delle città a Roma teneva comunque conto della natura dei luoghi e di conseguenza delle necessarie infrastrutture – da giugno presenti esempi anche in mostra – oltre ai sistemi di distribuzione e smaltimento delle acque, che rendevano il vivere all’insegna della salubrità.

Testi di autori antichi, a cui si dà visibilità con ritratti, e personaggi legati al tema della sezione, accompagnano il visitatore nel percorso. Le fonti storico-letterarie consentono un’osservazione diversa sull’edilizia e sugli spazi, talvolta anche divertente. Se Cicerone osteggiava la costruzione del teatro di Pompeo nel Campo Marzio, Seneca in una lettera all’amico Lucilio lamentava di non riuscire a studiare in una casa vicino alle terme a causa del fracasso che ne proveniva. Un percorso dunque per riscoprire la civilitas, «la giusta misura del comportamento», come scrive Claudio Parisi Presicce, direttore Musei archeologici e storico- artistici, che «indica una specifica virtù, la prudenza, che permette di federare, amministrare e conservare l’umana società civile; un agire onesto e cortese in cui l’interazione e lo scambio sociale sono immediatamente dotati di valore politico».

Civis, civitas, civilitas: Roma antica modello di città c/o Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali. Percorsi anti-covid. Curatori: C. Parisi Presicce e C. Cecamore con la collaborazione del Museo ospitante e del Museo della Civiltà Romana. Fino al 18 ottobre 2020. Orario: tutti i giorni ore 9.30-19.30. Biglietto integrato Museo + mostra: intero €  14; ridotto € 12. Riduzione per i cittadini residenti. La prenotazione è vivamente consigliata. Informazioni: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9-190)

11 settembre 2020