Colpita la parrocchia di Gaza, Custodia: «Comportamenti non più accettabili»

Dura condanna dell’attacco da parte dell’esercito israeliano, che ha causato 3 morti e 9 feriti. «Le richieste postume di scuse risultano purtroppo essere un ritornello ripetuto troppe volte»

«Profondo dolore» e «sincera vicinanza alla comunità cristiana di Gaza» nella nota diffusa dalla Custodia di Terra Santa a poche ore dall’attacco israeliano di ieri, 17 luglio, che ha coinvolto la  parrocchia della Sacra Famiglia, causando tre vittime e 9 feriti, «tutti civili innocenti», tra cui il parroco padre Gabriel Romanelli e il vice parroco. «In comunione con il Patriarcato latino di Gerusalemme, coi cristiani di Terra Santa e con Papa Leone, piangiamo le vite spezzate e preghiamo per i feriti, per le loro famiglie e per tutta la comunità che continua a soffrire in mezzo alla devastazione insensata della guerra – si legge nel testo -. Ancora una volta, ci troviamo a denunciare con forza l’inaccettabile e cinica realtà in cui civili inermi, luoghi di culto e strutture umanitarie diventano bersaglio di violenza e distruzione. Le richieste postume di scuse risultano purtroppo essere un ritornello ripetuto troppe volte per mascherare comportamenti bellici non più accettabili».

Ribadita quindi la ferma condanna di «ogni atto che colpisce la popolazione civili», insieme all’«urgenza di un cessate il fuoco immediato, della fine della guerra e dell’avvio di un processo che conduca a una pace giusta e duratura. Ogni giorno che passa – rilevano dalla Custodia -, il prezzo umano diventa più insostenibile, il silenzio del mondo più assordante e la paralisi della comunità internazionale più ingiustificabile». Da parte sua, «la Custodia di Terra Santa si unisce nella preghiera con tutti coloro che lavorano per la pace, la giustizia e la protezione di ogni persona umana, a qualsiasi popolo o religione appartenga. In questi giorni oscuri, chiediamo al Signore della pace di non abbandonare il suo popolo e di convertire i cuori alla compassione, alla responsabilità e al dialogo», è la conclusione della nota.

18 luglio 2025