Come vivere ai nostri giorni un’autentica fede cristiana

Un’iniziativa del 1976 per rinnovare la catechesi degli adulti guardando «alla vita intera dell’uomo», al suo «credere». Il racconto di suor Lorenzina Colosi

Quando un anno fa arrivò alle Parrocchie l’invito per un seminario di studio sulla catechesi degli adulti con accanto la specificazione della provenienza del docente (Wim Saris da Amsterdam) parecchi interrogativi seguirono l’invito: cosa ci dirà? Ma Roma e Amsterdam sono così lontane e così diverse… e poi, noi come facciamo ad impostare una catechesi degli adulti se non vogliono sentire nulla?… Queste ed altre domande furono rivolte ai responsabili del centro per l’evangelizzazione che, studiato in precedenza il metodo, ed essendo stati in Olanda per vederlo in atto, lo ritenevano una buona proposta da offrire agli operatori pastorali della diocesi di Roma. E così vennero le iscrizioni al seminario organizzato in luglio. Il numero doveva essere contenuto per poter fare un valido lavoro.

Si accolsero 32 persone di cui due terzi erano parroci e un terzo laici e suore. Ci si aspettava lezioni, esercitazioni, lavori di gruppo sui soliti schemi. E invece tutto da rifare! Per tre giorni in una visione di immagini, grafici, dialogo serrato, furono capovolti tutti i tradizionali sistemi di incontro con gli adulti e sullo schema della teologia di S. Tommaso fu riproposta una serrata sintesi della fede cristiana. Poi la proposta: «Ora divisi in gruppi, per tre giorni, dovrete provare a costruire un progetto di catechesi per la vostra parrocchia».

E qui fu la crisi! Più d’uno voleva tornare a casa convinto che era troppo arduo iniziare un discorso diretto agli adulti e forse, ancor più, sentendo che i propri schemi mentali dovevano essere profondamente ribaltati, per entrare nella nuova proposta che si rivelava non come metodo da conoscere, ma come atteggiamento diverso da maturare a livello personale. Partendo da alcuni presupposti fondamentali, quali la presa di coscienza che esiste una profonda frattura fra fede e vita e che spesso nelle catechesi degli adulti – quando si fanno – ci rivolgiamo ad essi con lezioni sul modello scolastico, si è proposto una lettura della situazione con cambio di prospettiva.

La catechesi degli adulti non deve essere indirizzata solo all’intelletto, ma alla vita intera dell’uomo, al suo «credere». Quindi non corsi dottrinali e scuola di religione, ma lettura della vita illuminata dal di dentro dalla Parola di Dio e dalla Dottrina della Chiesa. Non informazione ma esperienza di fede, con addestramento nella pratica quotidiana. Non basta conoscere il cristianesimo, ma è necessario «essere cristiani». Partendo dalle proprie domande della vita, realizzare un cammino di fede in cui adulti e catechisti interagendo tra loro si mettano alla ricerca di quei valori di fede e di vita che Dio ci comunica e che diventano motivazione del comportamento. La catechesi è camminare con gli altri verso Dio. Ognuno ha la sua esperienza di Dio, ma l’esperienza degli altri, nella Chiesa, dà una esperienza più completa di Dio. Della fede non si parla, si vive attraverso i sacramenti che celebrano e consacrano le esperienze profonde della nostra vita.

Gesù è venuto tra noi per vivere la nostra vita e per farci con Lui costruire la storia della salvezza. Questa storia è vissuta nel quotidiano, nella famiglia. I genitori devono perciò essere aiutati ad illuminare le cose ogni giorno con la fede in Cristo. La verità deve essere condivisa e convissuta: la famiglia perciò è il luogo privilegiato della catechesi. Da questi presupposti nasce un «tipo di catechista» che si definisce non come maestro, ma come un battezzato che è in continuo cammino di fede e di conversione, che non impone formule, ma presenta l’esperienza di fede illuminata dalla dottrina della chiesa, che è attenta a scoprire e rilevare i valori della vita, che è convinto che Dio parla nella vita e che la Bibbia serve per capire la vita, che non disprezza le persone semplici perché sa di potersi aspettare da loro meraviglie di saggezza che non fa tutto lui, ma è lo stimolo e la coscienza del gruppo.

Questo catechista sa che non tutti gli adulti sono all’inizio del cammino di fede e che anche quelli emarginati sono ricchi di particolari valori, per cui li ascolta, li aiuta a leggere il valore della vita, del lavoro, della sofferenza, della dedizione ai figli che non l’apprezzano, della disponibilità, e sa stare con gli altri in tutti i momenti tristi e lieti della vita divenendo lui stesso testimone della verità. L’itinerario della catechesi nasce da questi presupposti e si rifà ad alcune linee fondamentali che si propongono a mo’ di slogan durante il cammino: Il contenuto del Regno di Dio è l’insieme di piccole storie di ogni uomo; Con la conoscenza profonda dei fatti si arriva a Dio. Quindi necessità di una catechesi meditativa, profonda; Dio è il primo educatore in ogni uomo: in me e nell’altro; Una mano che non si vuota non può riempirsi. Perdersi per ritrovarsi è la via della morte per la Resurrezione; La catechesi è cammino dalla realtà vissuta alle sue profonde motivazioni, cioè al Cristo.

In queste poste, integrandole in tutta la pienezza dei valori cristiani sono nati i cinque progetti di catechesi per «genitori con bambini da battezzare», per genitori dei comunicandi, per genitori dei cresimandi, per gruppi giovanili, per giovani coppie che si preparano a ricevere il sacramento del matrimonio. Schemi agili, articolati che si sono potuti proporre e sperimentare in alcune parrocchie durante quest’anno con evidente soddisfazione da parte degli operatori pastorali.

Nel prossimo mese di luglio, dal primo al dieci, una sezione del Seminario di Monte Livata organizzato dal centro per l’evangelizzato dal centro per l’evangelizzazione, porterà avanti questa esperienza sotto la guida dello stesso Prof. Wim Saris. Ci auguriamo che si moltiplichi il numero dei partecipanti vista la validità del metodo e la sua possibile efficace applicazione nelle nostre parrocchie a vantaggio della catechesi degli adulti.

È ancora viva l’eco di compiacimento e di gioia per il corso di aggiornamento tenuto in Vicariato il 2° e 3° lunedì di ogni mese da ottobre a maggio. Il corso non è nuovo. Da sei anni esso viene offerto sui catechisti già diplomati, per aggiornarsi sui nuovi testi CEI, sui contenuti e sulla metodologia catechista. la novità di quest’anno consiste nell’articolazione del corso, che ha visto ogni mese alternarsi alla lezione dottrinale di carattere biblico-teologico, la presentazione di esperienze concrete fatte nelle parrocchie di Roma.

Una serie di sette lezioni sui sacramenti alternate alla esposizione viva di 21 parroci che hanno presentato e discussa la loro esperienza di catechesi sacramentale con i partecipanti. Ne è nato un clima di conoscenza reciproca, di stima, di ammirazione, di impegno. D’altra parte la scelta delle esperienze di zone pastorali diverse ha dato modo di allargare la sensibilità pastorale, di confrontare e verificare il proprio lavoro apostolico. La soddisfazione piena dei partecipanti (circa un centinaio) è la migliore verifica della validità della formula adottata, è la certezza che ogni volta che spezziamo il nostro pane con i fratelli, questo si moltiplica. Mentre si prepara il corso per il nuovo anno che avrà come tema «catechesi e liturgia» il centro per la evangelizzazione desidera dire un grazie sentitissimo ai parroci che hanno collaborato a così valida e riuscita iniziativa.

20 giugno 1976