Concerto di pace

Mercoledì 4 febbraio, nell’aula Paolo VI, evento musicale gratuito per il convegno di “Scholas Occurrentes”, rete mondiale delle scuole per l’incontro, voluta da Papa Francesco

Mercoledì 4 febbraio, nell’aula Paolo VI, evento musicale gratuito per il convegno di “Scholas Occurrentes”, rete mondiale delle scuole per l’incontro, voluta da Papa Francesco

Si tiene fino al 5 febbraio, il convegno mondiale di “Scholas Occurrentes”, l’ente educativo, lanciato dal Papa, che intende promuovere la cultura dell’incontro attraverso lo sport, l’arte e la tecnologia. Nella cornice dell’evento è previsto, per mercoledì 4 febbraio, alle 16:00, nell’aula Paolo VI, un concerto con un artista cattolico e uno evangelico. Canteranno insieme per testimoniare ai giovani il desiderio di costruire un cammino comune verso la pace. Tutti i ragazzi e giovani in età scolare e universitaria sono invitati a prendere parte all’iniziativa, interamente gratuita.
La rete di “Scholas” promuove la cooperazione e la solidarietà tra le scuole, l’incontro e la pace mediante il dialogo interculturale e interreligioso. In questa visione, un ruolo importante è svolto dall’approccio pedagogico del Service Learning , proposta educativa capace di unire apprendimento e servizio alla comunità, fulcro del congresso in corso.

La rete è stata voluta da Papa Francesco quando era cardinale a Buenos Aires. Le scuole lavorano seguendo quattro linee. Le ha illustrate Josè Maria del Corral, direttore di “Scholas Occurrentes” a Radio vaticana: « La prima si chiama “La linea dell’ulivo”, perché l’ulivo rappresenta la cultura della pace. E per questo il cardinale Jorge Bergoglio piantò nella Plaza de Mayo, insieme ai leader religiosi e al suo amico ebreo, l’ulivo. Così facendo, si impegnò davanti agli studenti, come arcivescovo di Buenos Aires, nell’educazione per la pace. Questo è l’ulivo che porta i valori a tutti i cittadini del mondo – sono ormai circa un milione e mezzo gli ulivi piantati: piantare i valori nel mondo».

«La seconda linea – continua Corral –  è quella della “scuola di cittadinanza”, affinché i giovani da abitanti diventino cittadini: una esperienza concreta, di totale immersione di un mese e mezzo all’interno delle classi, così che i ragazzi, condividendo i loro problemi, si trasformino in cittadini autentici, capaci di trasportare nella rete i loro problemi. La terza linea è conoscere i progetti che ci sono nel mondo e che sono isolati: unirli, condividerli e rafforzarli in sinergia. E, infine, la quarta linea è iniziare a costruire un’aula dove tutti abbiano un posto, l’aula di inclusione attraverso la tecnologia».

3 febbraio 2015