Condominio solidale, la Collina dell’accoglienza

Cinque i nuclei familiari alla Bufalotta uniti in un patto di mutuo aiuto nato dall’esperienza di Villapizzone a Milano, da cui sono nati 35 gruppi in rete

Un patto di mutuo aiuto, scaturito dalla volontà di non restare soli ad affrontare le sfide del mondo. Così è nata la Collina del Barbagianni, condominio solidale in zona Bufalotta. Cinque nuclei familiari: Andrea e Beatrice, Giuseppe e Marina, Enrico e Marta, tutti con tre figli ciascuno. Poi Carlo, un single, Dario e Paola con un figlio. Insieme a loro, due cani, una decina di galline e 3 gatti. «Alcuni di noi si sono conosciuti come scout – spiega Enrico Grillo -. Con altre famiglie ci siamo incontrati dopo il matrimonio». Un percorso di discernimento. Poi alcune sono partite per l’Africa, altre hanno dato vita ad altre esperienze comunitarie. «Noi ci siamo orientati verso questa modalità di vita grazie all’incontro con Bruno ed Enrica Volpi che, con i coniugi Nicolai ed alcuni gesuiti, hanno avviato nel 1978 l’esperienza di Villapizzone a Milano», da cui sono nati 35 condomini solidali e gruppi di condivisione, in rete nell’associazione Mondo di Comunità e Famiglia. Una riunione provvidenziale negli spazi delle Maestre Pie Venerini porta alla partecipazione delle religiose.

Così nel 2010 parte l’esperienza in un loro casale da ristrutturare, offerto in comodato. Si ricavano spazi essenziali per ogni famiglia. Poi aree comunitarie, «divenute luoghi di accoglienza per tanti», spiega Enrico. Condivisi sono gli spazi esterni: magazzini, area parcheggio, aia centrale, orto e forno. «Abbiamo lasciato volutamente una casa con porta blindata per affidare la nostra protezione alla comunità. Non abbiamo chiavi. Il cancello è a combinazione». I figli crescono insieme e tra diverse generazioni. Con loro anche Moussa che lavora, studia italiano e regala uno sguardo diverso sul mondo. «C’è anche il disappunto per come si parcheggia o si tengono gli attrezzi – confida – ma è normale, insieme
all’aiuto vicendevole». La cassa è comune. «Si prende mensilmente quel che serve». La ricchezza del resto è tanta: «Dario porta a casa le sue interviste, Enrico la sensibilità agli obiettivi Onu, Marta la passione per la pittura, Giuseppe i percorsi da formatore Caritas, Marina da neuropsichiatra infantile, Paola lo sguardo da storica dell’arte, Andrea l’esperienza di ingegnere, Beatrice l’amore per la natura e l’attenzione ai giovani, Carlo la sua concretezza».

La realtà partecipa al piano regolatore sociale del municipio. Da 6 anni ha visto nascere il coro della collina: 50 elementi, con repertorio italiano ed internazionale. Poi gli orti condivisi, le serate aperte e tanto altro. Le famiglie frequentano la parrocchia di San Ponziano. «Molte iniziative sono in rete con la comunità. Una sera a settimana e una giornata al mese la dedichiamo a noi: parliamo di tutto e sempre con piacere». Dalla collina lo sguardo spazia verso l’orizzonte. «In questo tempo tante iniziative sono sospese ma tra le tante accoglienze è appena arrivata con noi una bimba di pochi giorni con la bisnonna, in un percorso con la mamma». In filigrana la Laudato si’ e l’enciclica Fratelli tutti. «Sogniamo la ristrutturazione del fienile per ampliare gli spazi per famiglie e l’accoglienza».

10 novembre 2020