Consiglio dei ministri a Cutro: diritto d’asilo «calpestato e impoverito»

La denuncia del Centro Astalli, che esprime cordoglio anche per gli ultimi migranti morti nel Mediterraneo. «Evitare le partenze non è possibile, non può essere la soluzione»

Mentre continuano i naufragi nel Mediterraneo centrale – con altri migranti morti al largo della Tunisia nel tentativo di raggiungere l’Europa -, il Centro Astalli esprime il suo cordoglio, avvertendo che «in queste ore sono numerosi gli arrivi sulle coste italiane». Nella nota, si ricorda ad esempio la donna senza vita trovata durante un salvataggio da parte della Guardia Costiera a largo di Lampedusa e l’iniziativa della società civile a Cutro, in omaggio alle vittime del naufragio del 26 febbraio scorso.

«L’attenzione sul tema è alta, la partecipazione della società civile è segnale di una richiesta di cambiamento. Siamo in tanti a chiedere politiche che mettano al centro la salvaguardia della vita umana e dei diritti fondamentali. Purtroppo la politica ancora una volta non vuole ascoltare», si legge nella nota. Commentando quindi quanto emerso dalla riunione del Consiglio dei ministri a Cutro, il presidente del Centro Astalli padre CamilloRipamonti rileva che «a Cutro abbiamo assistito alla presentazione di una serie di proposte senza regia, che raccontano il volto di una politica priva di una visione d’insieme sul tema migratorio. Inasprire le pene, parlare indistintamente di trafficanti e scafisti, fermare i movimenti primari, aumentare i centri per il rimpatrio, restringere il permesso di soggiorno per casi speciali, rimodulare i decreti flussi sono misure disorganiche – commenta -, inadeguate per gestire un fenomeno complesso che richiede una riforma strutturale che metta al centro la vita e la dignità delle persone».

Per Ripamonti, «occorre mettere subito in atto misure per salvare vite in mare, attivare canali e visti umanitari e gestire l’accoglienza in modo proporzionato e dignitoso. Le persone scappano dalla guerra, da regimi illiberali e da miseria. Evitare le partenze non è possibile è non può essere la soluzione. Il diritto d’asilo ne esce ancora una volta calpestato e impoverito», conclude.

13 marzo 2023