Consiglio europeo straordinario su Ucraina e difesa

Ad aprire i lavori, la presidente del Parlamento Ue Metsola. Il confronto col presidente ucraino Zelensky, invitato al summit. Sul tavolo, la proposta della Commissione con il piano Re Arm Europe

Il «perdurante» sostegno all’Ucraina e la difesa europea. Questi i temi principali al centro del Consiglio europeo straordinario che prende avvio questa mattina, 6 marzo a Bruxelles. Parla di «momento cruciale per l’Ucraina e per la sicurezza europea» Antonio Costa, presidente dell’istituzione che riunisce i 27 capi di Stato e di governo dell’Ue, anche in riferimento agli atteggiamenti e alle decisioni che sta assumendo l’amministrazione americana.

Se ne discute cominciando con l’intervento della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, per continuare poi attraverso il confronto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, invitato a partecipare al summit. «Si registra un nuovo slancio per quanto riguarda la situazione in Ucraina. I leader dell’Ue – si legge nel sito ufficiale del Consiglio europeo – discuteranno in merito alle modalità con cui l’Ue può sostenere ulteriormente l’Ucraina e ai principi che dovrebbero essere rispettati da qui in avanti». In concreto, si procederà quindi a «uno scambio di opinioni sui contributi europei alle garanzie di sicurezza necessarie per assicurare una pace duratura in Ucraina. L’Ue e i suoi Stati membri sono pronti ad assumersi maggiore responsabilità per la sicurezza europea”. Sul tavolo, inevitabilmente, la recente proposta della Commissione europea con il piano ReArm Europe, da 800 miliardi, illustrato nei giorni scorsi dalla presidente Ursula von der Leyen, finalizzato a potenziare la difesa dell’Unione.

«Dall’inizio dell’aggressione militare della Russia, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito quasi 135 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina e della sua popolazione, compresi 48,7 miliardi a sostegno delle forze armate ucraine – si legge ancora nel sito del Consiglio -. L’Ue ha inoltre adottato sanzioni senza precedenti nei confronti della Russia: le ultime, adottate il 24 febbraio 2025, colpiscono settori vitali dell’economia russa, tra cui il settore bancario, la flotta ombra di Putin e i beni e le tecnologie nei settori industriale ed energetico».

I leader Ue hanno già discusso, nell’incontro del 3 febbraio scorso, di come «rafforzare la difesa europea in termini di capacità collettive, finanziamenti e partenariati strategici». A partire da quella discussione, e vista l’urgenza della situazione in Ucraina, ora «punteranno a prendere le prime decisioni al fine di aiutare l’Europa a diventare più sovrana, più capace e meglio attrezzata per affrontare le sfide presenti e future in materia di sicurezza», precisano ancora da Bruxelles. L’Unione e i suoi Stati membri «si impegnano a spendere di più e meglio insieme per la difesa e hanno già intrapreso azioni decisive al riguardo». Tra il 2021 e il 2024 la spesa totale degli Stati membri per la difesa è già «aumentata di oltre il 30%, raggiungendo una quota stimata di 326 miliardi, pari a circa l’1,9% del Pil dell’Ue».

6 marzo 2025