Contro la povertà educativa, il progetto “Tornasole”

Il programma in 7 aree urbane di Roma Est. Il cuore: la collaborazione di insegnanti, educatori e psicologi. «Unendo le forze, si possono realizzare progetti importanti anche con poche risorse»

Oltre 3.500 bambini e adolescenti coinvolti, di cui più di 2mila a rischio di abbandono scolastico. Undici scuole di Roma Est supportate, grazie a 360 percorsi educativi, portati avanti da 57 educatori e psicologi che hanno lavorato in sinergia con 190 insegnanti, dirigenti scolastici e 600 genitori. Più di 24mila ore di intervento in aula e 4.900 di sportello psicologico. Sono i risultati più tangibili del modello “Tornasole”, un programma quadriennale di innovazione pedagogica volto a contrastare la povertà educativa nel quadrante Est della Capitale, cofinanziato dalla Fondazione Paolo Bulgari e dall’Impresa sociale “Con i bambini”.

Si tratta, spiegano i promotori, di un cantiere di innovazione pedagogica frutto di un’alleanza strategica nata dal distanziamento sociale, che ha contribuito a fare ripartire le scuole nei mesi difficili del post Covid e fornito un modello di collaborazione interprofessionale fondato sul rafforzamento e la messa in rete delle comunità educanti. Il programma si è concluso recentemente ed è stato presentato ieri, 8 aprile, negli spazi del Teatro di Tor Bella Monaca.

Tornasole ha coinvolto sette aree urbane di Roma Est – Tor Sapienza, Torre Spaccata, Tor Bella Monaca, Prenestino, Centocelle, Cinecittà e Tuscolano (municipi V, VI, VII) -, dove emerge maggiormente il rischio concreto di dispersione scolastica e inattività tra i giovani. Il tutto grazie a una collaborazione tra cinque associazioni radicate sul territorio – Cooperativa Sociale Antropos, ÀP – Antimafia Pop Academy, Borgo Ragazzi Don Bosco, Cubo Libro, Pianoterra ETS – e un partner specializzato nella consulenza metodologica: IF – Imparare Fare. Il cuore metodologico è stata la collaborazione interprofessionale di insegnanti, educatori e psicologi all’interno delle classi.

«Siamo molto contenti di aver sostenuto questo progetto – sottolinea a RomaSette Giulio Cederna, giornalista e ricercatore, direttore della Fondazione Paolo Bulgari -. Abbiamo dimostrato che è possibile coprogettare con le realtà scolastiche e territoriali. Unendo le forze, si possono realizzare progetti importanti anche con poche risorse». Secondo Cederna, è importante anche accendere i riflettori sui problemi esistenti. «Solo guardando alla situazione romana – aggiunge -, ci si rende conto che i servizi sono poco finanziati e che le scuole sono a volte troppo chiuse e non si aprono al territorio. C’è molta diffidenza su iniziative come la nostra, perché purtroppo negli anni sono stati fatti progetti “sulla” scuola e non “insieme” alla scuola».

Anche in questa prospettiva è stata promossa a Tor Bella Monaca la sperimentazione del “Presidio benessere”, grazie al supporto del Servizio e Territorio del municipio VI. «I servizi sociali – spiega Cederna –, insieme agli insegnanti, agli educatori e agli psicologi, si ritrovati una volta al mese in due scuole del quartiere per lavorare preventivamente sui casi più difficili». Un protocollo che continuerà a essere applicato anche nei prossimi mesi e che, secondo il direttore della Fondazione, dimostra che c’è bisogno di «una rivoluzione culturale». Cederna, però, si dice contento dei vari progetti che il Comune sta portando avanti. «Pensiamo che la città stia vivendo una primavera educativa. Bisogna continuare su questa strada. Solo insieme si possono trovare le risposte ai problemi più grandi».

Anche Angelica De Arcangelis, vicepreside e insegnante dell’Istituto comprensivo Melissa Bassi, che ha partecipato al progetto Tornasole, conferma l’importanza dell’iniziativa. «Per quanto riguarda la mia esperienza – racconta -, il miglioramento che ho riscontrato è stato evidente. La coesione del gruppo classe si è consolidata, così come è aumentata la motivazione dei ragazzi a venire a scuola e a studiare. La presenza in classe di un educatore è molto importante. Dona ai ragazzi una prospettiva diversa e un ulteriore aiuto oltre a quello dell’insegnante».

9 aprile 2025