Nella giornata di ieri, 5 marzo, l’Unione delle Comunità islamiche d’Italia (Ucoii) ha inviato a tutte le comunità una circolare chiedendo di chiudere i propri centri fino alla nuova comunicazione. L’Ucoii, si legge nel testo, «sta seguendo ora dopo ora l’emergenza che il nostro Paese sta vivendo nel contrastare l’epidemia del Coronavirus». Proprio per questo, dopo un primo appello alla chiusura immediata rivolto solo alle comunità locali delle zone considerate aree a rischio di contagio, arriva ora la richiesta di chiusura dei centri su tutto il territorio nazionale, al fine di «contrastare il continuo proliferare del contagio ormai diffuso su larga scala».

Nella circolare viene chiarito che «la chiusura deve includere anche tutte le attività ordinarie e straordinarie, come le cinque preghiere, il jumuaa, le prediche, le conferenze, le lezioni, le scuole domenicali ed ogni altra attività culturale, cultuale, conviviale o ludica». Le uniche funzioni inderogabili sono i funerali e «la preghiera del gha’ib», che può essere svolta a porte chiuse in piccoli gruppi, «rispettando il metro di distanza e muniti di mascherine, evitando il più possibile il contatto diretto».

Ancora, l’Ucoii fa sapere che l’Associazione degli Imam e delle Guide Religiose in Italia ha già provveduto ad emanare «una fatwa circostanziata per questa emergenza per il rispetto delle disposizioni ministeriali che dispongono un metro di distanza per tutte le interazioni». L’Unione chiede anche a tutti i centri di adoperarsi per la sanificazione costante e totale dei propri locali di aggregazione e delle moschee, soprattutto in questo periodo di chiusura dei locali, e fa appello a tutti i responsabili delle comunità locali di rimanere in contatto con le autorità al fine di essere aggiornati sulla situazione del proprio territorio.

Già alla fine di febbraio l’Ucoii aveva indetto una raccolta fondi tra cittadini e fedeli per l’acquisto di materiale medico, in particolare mascherine, col fine di aiutare a prevenire la diffusione del contagio. «È un obbligo dottrinale sancito dagli insegnamenti riportati nella nostra tradizione profetica dell’auto-quarantena», si legge nella circolare. L’Ucoii ricorda a questo proposito che il Profeta in un hadith indica, in caso di epidemie, l’auto-quarantena e recita: «Se su una terra dovesse apparire un’epidemia, non andateci; e se vi trovate in essa non uscite da questa terra fuggendo».

6 marzo 2020