Covid-19, attenzione alta in attesa della dose di richiamo
Ciccozzi (Campus): rischio peggioramento per i contagi, verso il richiamo del vaccino. Necessario conservare «pratiche virtuose» comemascherine e distanziamento
Nelle ultime settimane di pandemia abbiamo assistito a una ripresa dei contagi, con un andamento che risulta a tutt’oggi crescente. L’aumento è dovuto anche all’introduzione dell’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori, 23 milioni quelli coinvolti. Il cosiddetto “effetto Green Pass” è conseguenza del potenziamento del tracciamento che ha permesso di scovare molti più casi positivi anche tra gli asintomatici. Tra gli obiettivi dell’estensione della certificazione verde anche l’aumento delle prime somministrazioni di vaccino, in calo da metà agosto, che però continua nel complesso a scendere nonostante 7,4 milioni di persone non abbiano ancora aderito alla campagna vaccinale.
Intanto nel Regno Unito e in altri Paesi si sta diffondendo la variante chiamata “Delta plus”, sottocategoria della “delta” con una mutazione in più nella proteina Spike che ricopre la superficie del virus Sars-Cov-2. Gli scienziati stanno lavorando per capirne la contagiosità e la letalità e, per adesso, sembra non essere più temibile di altre. Ulteriori studi consentiranno di determinare se gli anticorpi possono neutralizzare la nuova variante con la stessa efficienza. I risultati preliminari sono rassicuranti in quanto rivelano che gli anticorpi degli individui vaccinati possono neutralizzare alcune varianti delta plus ma siamo solo all’inizio.
Rischiamo una quarta ondata? Contagi in risalita e vaccinazioni in calo fanno pensare che la situazione epidemiologica possa subire un peggioramento. Il rischio di una quarta ondata anche in Italia sarà reale se non terremo in considerazione, ad esempio, il fatto che diversi Paesi dell’Est come la Russia e la Bulgaria hanno bassissimi livelli di vaccinazione e che la mobilità tra le nazioni è sempre più frequente. È necessario non abbassare la guardia in questo momento e continuare con l’igiene delle mani, l’uso della mascherina nei luoghi affollati e il distanziamento, pratiche virtuose che ci hanno aiutato in tutti questi mesi. Se vogliamo proseguire con l’ottimo lavoro fatto fino ad oggi, dobbiamo ricordarci che serve mantenere cautela e attenzione nei comportamenti individuali.
Un’ulteriore dose spingerebbe il nostro organismo a moltiplicare le cellule immunitarie che a loro volta producono nuovi anticorpi che nel tempo tendono a svanire. Questo processo permette, in caso di nuova infezione, di rispondere in maniera immediata ed efficace. Non si tratta di una “terza dose” ma di un normale richiamo vaccinale che si effettua anche per altri tipi di vaccino, utile a stimolare di nuovo il sistema anticorpale e a rimettere le cellule della memoria immunitaria in operosità. In alcuni Paesi, come Israele e Stati Uniti, la somministrazione della cosiddetta terza dose è stata avviata per alcune categorie di persone. I primi dati provenienti dal Ministero della Salute di Israele sembrano confermare che la dose di rinforzo offre un miglioramento significativo nella protezione contro l’infezione da coronavirus e dalle forme gravi di Covid-19, rispetto a chi ha ricevuto solamente due dosi. (Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma)
9 novembre 2021

