Dal Forum terzo settore solidarietà ai giornalisti di Redattore Sociale

Il coordinamento commenta la notizia della chiusura, «sconfitta di tutti. L’informazione, pilastro della democrazia». Arci agli editori: «Chiara assunzione di responsabilità»

Dal Forum terzo settore arriva, in una nota, l’espressione della solidarietà ai giornalisti e alle giornaliste di Redattore Sociale, che dal prossimo 10 gennaio saranno licenziati. «La testata chiuderà dopo 23 anni di attività in cui, grazie alla professionalità e alla passione dei lavoratori, ha rappresentato un canale fondamentale dell’informazione sociale del Paese, raccontando il Terzo settore e l’impegno per la collettività di persone solitamente lontane dai riflettori mediatici, le fragilità e i progressi delle comunità, le storie di individui troppo spesso invisibili», si legge nel testo. L’informazione, rimarcano dal coordinamento di associazioni impegnate nel terzo settore, «è un pilastro della democrazia: dover fare a meno di un serio lavoro giornalistico come quello svolto da Redattore Sociale è una sconfitta di tutti».

Di «colpo durissimo per il panorama dell’informazione indipendente e per chi si impegna a raccontare ciò che troppo spesso rimane nell’ombra» parla anche l’Arci, esprimendo la «più profonda solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti che, con passione e professionalità, hanno dato voce alle fragilità, illuminando storie e persone che rischiavano di essere dimenticate. L’informazione libera non è un lusso – rimarcano -, ma un pilastro della democrazia e uno strumento fondamentale per il Terzo settore, per narrare percorsi di lotta, resilienza e speranza». Redattore Sociale «è stato un faro in questo senso, e la sua chiusura spezza un legame prezioso con chi lavora per costruire una realtà in cui nessuno venga lasciato indietro e in cui il diritto all’informazione sia realmente garantito – continua la nota -. Chiediamo agli editori un’assunzione di responsabilità chiara e concreta, rispettando fino in fondo i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e chiudendo questa esperienza in modo onorevole, all’altezza della dignità che hanno incarnato. Come Arci, continueremo a difendere spazi e strumenti che garantiscano un’informazione attenta e capace di incidere nella vita delle persone».

12 dicembre 2024