Sono arrivati ieri, 14 febbraio, nel nostro Paese 150 profughi liberati dalla detenzione ingiusta in Libia. Tra loro tanti giovani e bambini che hanno potuto assaporare la libertà dopo mesi o anni di torture e ingiustizie subite lungo le rotte migratorie. Ad attenderli hanno trovato Caritas italiana, governo e Nazioni Unite. Nel quadro degli accordi tra Conferenza episcopale italiana e governo per l’apertura di canali sicuri di ingresso – i “corridoi umanitari” -, è la seconda evacuazione umanitaria dal Paese nord africano, dopo quella del 22 dicembre scorso. «L’Italia – dichiarano da Caritas italiana – sta dimostrando al mondo intero che le vie legali e sicure sono possibili e praticabili, soprattutto quando sono il frutto di uno sforzo congiunto tra istituzioni e organismi nazionali e internazionali».

Caritas Italiana aveva chiesto al nostro ministero degli Esteri l’emissione dei visti di ingresso per queste 150 persone. «I visti sono stati prontamente rilasciati così da poter dare il via all’operazione – riferiscono dall’organismo pastorale -. Un ringraziamento va, dunque, alla Farnesina, al ministero dell’Interno e all’Unhcr che hanno assicurato il buon esito dell’evacuazione». Concretamente, poi, «il prezioso supporto logistico» di Caritas di Roma e il «qualificato lavoro» degli operatori Caritas di Aversa, Benevento e Palestrina hanno permesso a Caritas italiana di svolgere tutte le attività collegate alle operazioni di sbarco.

Ora la palla passa ai territori, nei quai questi profughi appena arrivati saranno impegnati da subito in progetti di accoglienza, sotto la guida delle rispettive Caritas diocesane. Per don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, «questa operazione è un ulteriore tassello che si aggiunge al percorso intrapreso dalla Chiesa Italiana nella promozione edimplementazione di vie legali e sicure d’ingresso. Tra 15 giorni – prosegue – arriveranno altre persone dall’Etiopia nell’ambito del programma Corridoi umanitari, a testimoniare, ancora una volta, che solo aprendo canali d’ingresso legali potremo gestire le migrazioni».

15 febbraio 2018