Dall’Atv Bancomat Tennis open un appello per la pace

A lanciarlo la russa Selekhmeteva: «Nel mondo tanti conflitti. Molti bambini stanno soffrendo». A vincere lo storico torneo la 19enne croata Petra Marcinko, ex numero 1 del mondo junior

Si è girata subito verso il suo angolo, Petra Marcinko. Con il pugno chiuso in segno di vittoria e un grande sorriso liberatorio. Mentre intorno a lei esplodeva l’applauso dei tanti appassionati che hanno riempito gli spalti. Poi si è portata timidamente una mano in testa, come se ancora stesse faticando a realizzare. E si è avviata verso la rete per abbracciare la sua avversaria. Un’esultanza composta, elegante come i colpi che ha sfoderato durante tutta la settimana. Il circolo Antico Tiro a Volo ha una nuova regina. È lei la nuova campionessa dell’ATV Bancomat Tennis Open, lo storico torneo tennistico capitolino che quest’anno, proprio in occasione della sua quindicesima edizione, è sbarcato nel circuito maggiore, ottenendo l’upgrade a WTA 125.

Marcinko ha superato in tre set (6-3 4-6 6-3) la russa Oksana Selekhmeteva, la vincitrice uscente. La croata, ex numero 1 del mondo junior, ha solo diciannove anni. Nelle ultime due stagioni è stata frenata da problemi alla caviglia, ma ora sta finalmente trovando continuità. Con questo titolo celebra il suo nuovo best ranking. È salita al numero 131 del mondo. Niente bis, dunque, per Selekhmeteva, da cui però è arrivato un messaggio per la pace, che si unisce a quello che aveva lanciato l’anno scorso. «Nel nostro mondo ci sono così tanti conflitti – ha detto durante la premiazione -. Molte persone e molti bambini stanno soffrendo. Spero che un giorno potremo vivere tutti in pace e che ognuno possa avere una casa e uno spazio sicuro».

Le sue parole sono state accompagnate da un grande applauso, a cui è si unito anche il presidente del Circolo Giorgio Averni. Nel suo intervento, tutta la gioia per il grande successo del torneo e il desiderio di migliorare. «L’upgrade a WTA 125 è stato onorato nel migliore dei modi, come evidenziato nel corso della settimana dai vertici della WTA – ha sottolineato -. La volontà è quella di crescere e fare ancora meglio in vista della sedicesima edizione, perché chi sogna in grande realizza grandi cose. Questo negli anni ci ha portato ad ospitare molte ragazze che sono poi diventate campionesse». Tra le tante, anche Sara Errani, Jasmine Paolini e la numero uno del mondo Aryna Sabalenka.

Un aspetto che è sicuramente d’auspicio per Tyra Grant, giovanissima stella azzurra, che quest’anno ha fatto l’esordio assoluto nel torneo. È uscita di scena ai quarti di finale, ma ha regalato comunque spettacolo, attirando tanti tifosi. Nata a Roma, ha sia il passaporto italiano sia quello americano (il papà è l’ex cestista statunitense Tyrone Grant). Ma pochi mesi fa ha scelto di giocare per il nostro Paese. Gli occhi sono già tutti puntati su di lei. Ha soli 17 anni, ma il futuro sembra tenderle la mano. Lo ha confermato anche l’ex tennista Roberta Vinci, finalista degli US Open 2015, presenza fissa per tutto il torneo. L’ha battezzata così: «È alta, potente, ma ha anche un tocco raffinato. Dovrà essere brava ad abbassare un po’ le aspettative: quando sei sotto i riflettori, devi imparare a gestirli. Ma sicuramente sarà un nome che sentiremo». Tra gli altri ospiti d’onore, anche la capitana della nazionale campione della Billie Jean King Cup Tathiana Garbin, e il direttore degli Internazionali BNL d’Italia Paolo Lorenzi.

È stata un’edizione storica, condita anche dal Gran Galà dello Sport che si è tenuto mercoledì scorso, 16 luglio, con la conduzione di Incoronata Boccia, direttrice dell’ufficio stampa della Rai. Nel corso della serata, il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e il senatore Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto hanno premiato quattro atleti d’eccezione: la judoka Alice Bellandi, oro olimpico a Parigi 2024, il karateka Luigi Busà, oro a Tokyo 2020, il nuotatore paralimpico Alberto Amodeo, due ori a Parigi 2024 nei 400 stile libero e nei 100 farfalla, e il pugile Silvio Branco, 13 volte campione del mondo in quattro categorie diverse. «Tanti guardano solo ai risultati, ma prima di essere atleti siamo persone – ha detto Bellandi -. Quando sei felice e in equilibrio, il successo diventa un valore aggiunto». Parola di medaglia d’oro.

21 luglio 2025