Dante e la vita dell’uomo di ogni tempo
Alla vigilia del Dantedì, il 25 marzo, diverse iniziative ne celebrano l’attualità: dal docufilm di Gagliardi, per gli studenti delle superiori, al percorso con Nembrini per i ragazzi dell’Ambrosoli; dal libro di Patota alle lezioni a misura di bambino in due scuole di Ottavia e Torrevecchia
Nel tempo degli influencer che, etimologicamente, mirano a incanalare i gusti e le opinioni dei più giovani come fanno gli argini con le acque dei fiumi, può sembrare azzardato proporre Dante quale fresca e zampillante fonte di ispirazione. È quello che cerca di fare il docufilm “Mirabile visione”, ideato e diretto da Matteo Gagliardi, convinto che il Sommo Poeta trasmetta l’importante monito di «prendere in mano la propria vita, essendo consapevoli delle proprie azioni».
Pensato per «gli studenti del secondo ciclo quali destinatari naturali e ideali» e «da ottobre 2023 proposto in 200 sale in tutta Italia con oltre 600 proiezioni», il film «compie un’analisi sui mali dell’Inferno per mostrare come oggi siano cambiati nella forma ma non nella sostanza», spiega il regista. Canto per canto, viene offerta «una corrispondenza con una attualizzazione, unita a un messaggio di speranza», sono le parole dell’ideatore del progetto cinematografico. Ad esempio, in corrispondenza dei peccati di gola si propone una riflessione su «come preleviamo il doppio di quanto il nostro pianeta ci offre mentre un miliardo di persone soffre la fame», dice Gagliardi; o ancora: considerando gli avari e i prodighi si esprime il «disorientamento di fronte al desiderio di possedere senza condividere poiché vige non più la legge del “tu ed io” ma quella del “o tu o io”», esplicita ancora.
Che Dante sia «il numero uno per parlare della vita dell’uomo, creando delle brecce nel cuore dei ragazzi e così facendo del bene», è anche la convinzione di Giuseppe Acquaviva, docente di religione cattolica all’Istituto Giorgio Ambrosoli, nel quartiere Centocelle. L’insegnante ha accolto «la sfida di portare all’interno di un istituto tecnico un progetto capace di aiutare i giovani a vedere l’uomo in maniera integrale», proponendo ai suoi studenti di prendere parte alla mostra “Dante pellegrino di speranza”, inaugurata lo scorso 12 marzo nel contesto degli eventi giubilari promossi dal dicastero per l’Evangelizzazione e fruibile fino al 27 aprile nel chiostro di San Salvatore in Lauro.
Dopo una formazione con il saggista Franco Nembrini sui contenuti della Divina Commedia, gli studenti inseriti nei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento guideranno in queste settimane i visitatori alla comprensione delle illustrazioni di Gabriele Dell’Otto. «Non vedo l’ora di mettermi in gioco nelle visite», dice una delle studentesse che ha aderito; un’altra sostiene che «far vedere alle persone cosa c’è dietro l’opera di Dante per capire cosa sta succedendo anche ai nostri giorni è una bellissima esperienza» perché, come afferma un terzo studente, «la Divina Commedia non fa altro che parlare di noi, delle nostre debolezze come delle nostre virtù», creando quindi «una connessione col nostro presente nell’adolescenza».
Conferma questa «attualità di Dante» anche il libro “A tu per tu con la Commedia”, edito da Laterza e scritto da Giuseppe Patota, docente ordinario di linguistica all’Università di Siena. «Dire che Dante è attuale non è semplice retorica ma è, purtroppo, la verità – afferma l’esperto -. Il poeta vede la Terra dall’alto, come fa un astronauta dal cielo, e la racconta con esattezza, definendola “l’aiuola che ci fa tanto feroci”» laddove la particella “ci” ripetuta nello stesso verso pone l’accento «sulla responsabilità umana della violenza e della guerra» seppure «Dante sembra voglia farci anche il dono, consolandoci, di indicare che il male viene da Satana» mentre «purtroppo procede da noi». Questo è solo uno degli aspetti che Patota analizza nel suo testo, illustrando «in 115 racconti i versi più significativi dei 100 canti della Commedia, accompagnando il lettore in quello stesso viaggio che Dante iniziò il 25 marzo del 1300, che ora ricordiamo con il Dantedì».
La ricorrenza istituita nel 2020 in vista dei festeggiamenti per i 700 anni dalla morte di Dante, avvenuta appunto nel 1321, è nota anche tra i più piccoli. Dal 2021, e per tre anni, nelle scuole paritarie “Madre Teresa Quaranta” e “Maestre Pie dell’Addolorata”, rispettivamente a Ottavia e a Torrevecchia, Michela Altoviti, docente di religione cattolica, ha portato avanti nelle classi III, IV e V la lettura di Inferno, Purgatorio e Paradiso “a misura di bambini”. Ispirata dalla Lettera apostolica Candor lucis aeternae scritta proprio in occasione del VII centenario della morte di Dante da Papa Francesco, l’insegnante ha cominciato «semplicemente a leggere ai bambini la Divina Commedia, utilizzando testi in prosa e aiutandomi con le tavole illustrate da Gustave Doré e da Salvator Dalì». L’obiettivo di questo esperimento, che è diventato un appuntamento «desiderato e atteso settimanalmente dai bambini – spiega Altoviti -, non è mai stato l’apprendimento precoce e in pillole di un’opera magistrale» bensì «incuriosire e appassionare i più piccoli a ciò che è grande e bello». Obiettivo da ritenere raggiunto se Agnese, 10 anni, così si esprime pensando a quanto ha imparato: «Dante ci ha mostrato come con la forza della nostra immaginazione, come lui che ha scritto la Divina Commedia, possiamo arrivare a compiere grandi cose. Possiamo arrivare alle stelle».
24 marzo 2025

