Dazi Usa, Von der Leyen: «Disponibili a negoziare, ma pronte le contromisure»
La presidente della Commissione Ue parla di «immense conseguenze» del Liberation Day, con le tariffe universali per tutto il mondo. «L’economia globale ne soffrirà enormemente. L’Europa ha tutto ciò di cui ha bisogno per superare questa tempesta»
Nella guerra commerciale aperta dal presidente Usa Donald Trump, con l’annuncio dei dazi del 20% all’Unione europea, del 34% alla Cina, del 24% al Giappone, del 10% al Regno Unito – oltre al 25% di dazi su tutte le auto costruite all’estero -, dall’Unione europea è arrivata, nella notte, la prima risposta della presidente della Commissione Ursula von der Leyen. «L’annuncio del presidente Trump di tariffe universali per tutto il mondo, inclusa l’Ue, è un duro colpo per l’economia mondiale. Mi rammarico profondamente di questa scelta», ha detto, parlando di «immense conseguenze. L’economia globale ne soffrirà enormemente. L’incertezza – ha aggiunto – aumenterà vertiginosamente e innescherà l’ascesa di ulteriore protezionismo».
Nell’analisi di Von der Leyen, «le conseguenze saranno disastrose per milioni di persone in tutto il mondo. Anche per i Paesi più vulnerabili, che ora sono soggetti ad alcune delle tariffe statunitensi più elevate. Le tariffe danneggeranno anche i consumatori in tutto il mondo. Milioni di cittadini dovranno affrontare spese alimentari più elevate. I farmaci costeranno di più, così come i trasporti. L’inflazione salirà. E questo sta danneggiando in particolare i cittadini più vulnerabili», ha rimarcato.
Intervenendo a caldo, la presidente della Commissione ha insistito sul fatto che i dazi sono tasse, che come tali graveranno su consumatori, lavoratori, aziende. «Il costo di fare affari con il Stati Uniti aumenterà drasticamente», ha osservato, aggiungendo che «non c’è ordine nel disordine». Non si intravvede alcun «percorso chiaro attraverso la complessità e il caos che si stanno creando mentre tutti i partner commerciali degli Stati Uniti vengono colpiti. Negli ultimi ottant’anni, il commercio tra Europa e Stati Uniti ha creato milioni di posti di lavoro. I consumatori oltre Atlantico hanno beneficiato di prezzi ridotti. Le aziende hanno beneficiato di enormi opportunità che hanno portato a una crescita e a una prosperità senza precedenti».
Nelle parole di Von der Leyen non manca la consapevolezza che «il sistema commerciale globale presenta gravi carenze. Sono d’accordo con il presidente Trump che altri stanno sfruttando ingiustamente le attuali regole – ha sottolineato -. E sono pronta a sostenere qualsiasi sforzo per adattare il sistema commerciale globale alle realtà dell’economia globale. Ma voglio anche essere chiara: ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolverà il problema». Proprio per questo, «fin dall’inizio, siamo sempre stati pronti a negoziare con gli Stati Uniti, per rimuovere qualsiasi barriera residua al commercio transatlantico. Ma allo stesso tempo, siamo pronti a rispondere. Stiamo già ultimando un primo pacchetto di contromisure in risposta alle tariffe sull’acciaio. E ora ci stiamo preparando per ulteriori contromisure, per proteggere i nostri interessi e le nostre attività se i negoziati fallissero», l’altra faccia della medaglia.
La presidente dell’esecutivo comunitario ha assicurato anche l’attenta osservazione degli «effetti indiretti» che queste nuove tariffe imposte dagli Usa potrebbero avere. «Non possiamo assorbire la sovracapacità globale né accetteremo il dumping sul nostro mercato», ha affermato. Poi, tornando sulla risposta agli Usa: «Come europei promuoveremo e difenderemo sempre i nostri interessi e valori. E ci schiereremo sempre per l’Europa. Ma c’è una via alternativa. Non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati. Ecco perché il nostro commissario per il commercio Maros Šefčovič è impegnato in modo permanente con le sue controparti statunitensi. Lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle. Passiamo dal confronto al negoziato», l’auspicio.
Da ultimo, le parole di rassicurazione rivolte ai cittadini europei. «So che molti di voi si sentono delusi dal nostro più vecchio alleato – l’ammissione di Von der Leyen -. Sì, dobbiamo prepararci all’impatto che questo avrà inevitabilmente. L’Europa ha tutto ciò di cui ha bisogno per superare questa tempesta. Siamo tutti sulla stessa barca. Se affronti uno di noi, affronti tutti noi. Quindi saremo uniti e ci difenderemo a vicenda. La nostra unità è la nostra forza – la tesi -. L’Europa ha il più grande mercato unico al mondo, 450 milioni di consumatori, che è il nostro porto sicuro in tempi tumultuosi. E l’Europa starà al fianco di coloro che sono direttamente colpiti. Abbiamo già annunciato nuove misure per sostenere i settori dell’acciaio e delle automobili. La scorsa settimana abbiamo limitato la quantità di acciaio che può essere importata in Europa senza dazi doganali. Ciò darà più respiro a queste industrie strategiche».
Quindi, l’annuncio: «Ora convocheremo anche dialoghi strategici con il settore dell’acciaio, dell’automotive e farmaceutico. E altri seguiranno. L’Europa è unita per le nostre aziende, per i nostri lavoratori e per tutti gli europei. E continueremo a costruire ponti con tutti coloro che, come noi, hanno a cuore il commercio equo e basato sulle regole come base per una prosperità condivisa».
3 aprile 2025

