De Donatis ai presbiteri: perdere la testa per Dio e per il prossimo

La celebrazione presieduta nella solennità di San Giovanni Battista con i sacerdoti che festeggiano il 25°, il 50° e il 60° di sacerdozio

È racchiusa in tre verbi – indicare, diminuire e sparire – la consegna che il cardinale Angelo De Donatis ha affidato ieri sera, 24 giugno, ai sacerdoti che quest’anno festeggiano il venticinquesimo, il cinquantesimo e il sessantesimo anniversario della loro ordinazione. Nella cattedrale di Roma, nel giorno della solennità della Natività di San Giovanni Battista, il vicario del Papa ha presieduto una solenne celebrazione e guardando come modello proprio alla figura «del precursore del Signore» ne ha messo in luce «il tratto dell’umiltà», necessario «per fare posto a Cristo, perché Lui risplenda».

De Donatis ha invitato i tanti sacerdoti presenti, ringraziandoli «per il dono del vostro ministero», a saper «desiderare di diminuire noi stessi per fare posto a Cristo, centro unico della nostra esistenza», ricordando anche come «il Battista riconobbe Gesù nell’umiltà con cui si era messo in fila con gli altri per ricevere il Battesimo, e allora capì che davvero era venuto come un agnello mentre magari anche lui si aspettava un Messia rivoluzionario».

Da qui, il monito a vivere il proprio mandato «in modo che la nostra vita indichi Lui, che la nostra voce sia per la sua Parola, non dunque seguendo schemi, teorie e progetti» ma percorrendo «la via migliore di tutte, quella dell’essere in mezzo alla gente con l’umiltà di un bambino – ha indicato il porporato -. Semplicemente esserci con i nostri limiti, con il nostro peccato, senza pensare di agire come dei super uomini e dei super apostoli» perché «se cerchiamo un’autoaffermazione o pensiamo in termini di carriera, se desideriamo essere sempre altrove rispetto al ministero che abbiamo ricevuto, allora sperimentiamo un carcere chiuso e soffocante».

De Donatis ha ripreso «le parole che il Papa ha usato con i nuovi sacerdoti da lui ordinati» richiamando «i tre tipi di vicinanza del prete: con Dio, con il vescovo, tra di voi e con il popolo» e ha poi voluto ricordare «chi è anziano, chi è nella malattia o nella prova e anche coloro che hanno lasciato il ministero, sperando che possano sperimentare sempre la fedeltà di Dio nelle diverse strade della vita».

In conclusione, il porporato, alludendo alla morte per decapitazione del Battista, ha ricordato come «Giovanni, confermato da Gesù, ha ritrovato la luce e si è dimostrato pronto a perdere la testa per Cristo» e ha ringraziato i presenti, affidandoli alla protezione di Maria, «perché siete qui a rinnovare il dono e il mistero di perdere la testa per Cristo e per il prossimo».

25 giugno 2021