De Donatis: «Diventare “guaritori” nel quotidiano, andando verso gli altri»

Nella Giornata mondiale del malato, la Messa con l’unzione degli infermi, nella basilica lateranense. «Andare senza paura verso chi vive la piaga della solitudine». Il Rosario con Gervasi e la preghiera per monsignor Frigiola, morto il 10 febbraio

La statua pellegrina della Madonna di Lourdes e le reliquie di santa Bernadette Soubirous, solitamente venerate nel santuario mariano ai piedi dei Pirenei, ieri pomeriggio, 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, hanno fatto tappa nella basilica di San Giovanni in Laterano. La processione ha attraversato la navata centrale per giungere ai piedi dell’altare e ha preceduto la Messa con il rito dell’unzione degli infermi, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, per la XXXII Giornata mondiale del malato. Per tutta la settimana le reliquie della veggente di Lourdes sono state esposte negli ospedali romani.

La Giornata è stata istituita nel 1992 da Papa Giovanni Paolo II per richiamare l’attenzione sulla sofferenza e la speranza di quanti sono afflitti da malattie. «Accogliere e portare la malattia in Cristo è un vero e proprio ministero nella Chiesa – ha detto il porporato nell’omelia -. Per tanti è il pane quotidiano della vita. Grazie, a nome di tutta la Chiesa di Roma, a coloro che pur vivendo la sofferenza nel corpo e nello spirito non si scoraggiano, non perdono la fede e la speranza in Dio».

Papa Francesco, nel Messaggio per la Giornata sul tema “Non è bene che l’uomo sia solo”, sottolinea l’importanza fondamentale delle relazioni come prima forma di cura. A tal proposito, dal cardinale De Donatis l’esortazione a «prendere consapevolezza che troppe persone a Roma vivono la malattia dell’isolamento e dell’indifferenza». Durante le visite pastorali nelle parrocchie diocesane ha «toccato con mano, con grande dolore, che molti anziani vivono isolati. Tante persone sentono di non avere nessuno per cui vivere, ancora prima di trovare il senso per vivere». Da qui l’invito a «rinnovare la disponibilità a diventare guaritori nel quotidiano, andando verso gli altri senza paura, soprattutto verso coloro che vivono la piaga della solitudine e hanno bisogno di essere visti, riconosciuti e amati».

Il pomeriggio di preghiera nella basilica – gremita di malati accompagnati, tra gli altri, dai volontari dell’Unitalsi, dell’Arvas, dell’Opera ospedaliera San Vincenzo de’ Paoli – è iniziato con la recita del Rosario guidato dal vescovo ausiliare Dario Gervasi, delegato dell’ambito per la Cura delle età e della vita. Il presule ha invitato a pregare anche per monsignor Giuseppe Frigiola morto ieri pomeriggio. Canonico della basilica, già parroco di Santa Francesca Romana e Santa Chiara, aveva 78 anni, era originario di Taranto ed era stato ordinato sacerdote 53 anni fa.

Durante la Messa, concelebrata dal vescovo Benoni Ambarus, delegato per l’ambito della Diaconia della carità, e da numerosi sacerdoti, sono stati cantati i brani “Madame” e “Aquero” del musical “Bernadette de Lourdes”. A intonarli, la francese Eyma Sharen, che nello spettacolo interpreta Bernadette, accompagnata dal cantautore Vincenzo Incenzo, il quale ha curato l’adattamento italiano del musical che arriverà in Italia il 16 gennaio 2025.

12 febbraio 2024