De Donatis: équipe pastorali, ecco il ruolo e i compiti

Il cardinale indica a parroci e sacerdoti l'identikit di coloro che in ogni parrocchia dovranno animare l’ascolto del "grido della città": «Professionisti dello squilibrio» ed «esploratori coraggiosi»

Dodici persone che possano collaborare stabilmente con il parroco per l’ascolto del “grido della città”, o comunque un piccolo gruppo che sia «appassionato dello squilibrio». Non tanto «professionisti competenti e qualificati», quanto «cristiani apparentemente come tutti, ma in realtà capaci di sognare, di contagiare gli altri con i loro sogni, desiderosi di sperimentare cose nuove». Non «pensatori isolati», ma persone che abbiano «voglia di incontrare gli altri», che non si vergognino «di farsi vicina ai poveri» ed esercitino «una certa attrazione sui giovani».

Per il cardinale vicario Angelo De Donatis dovranno avere queste caratteristiche i membri delle nuove équipe pastorali che in ogni parrocchia collaboreranno con i sacerdoti nella nuova fase del programma pastorale diocesano. Ruolo e compiti sono delineati in una lettera inviata ai parroci e ai sacerdoti della diocesi.

Il cardinale torna sulle novità previste per l’anno pastorale 2019.2020. Innanzitutto, quella della formazione di una équipe pastorale che «possa prendersi cura del cammino di tutti, custodendo la direzione comune e animando concretamente le diverse iniziative». Ma comunque, sottolinea il vicario del Papa, «tutta la comunità cristiana e tutti gli operatori pastorali sono chiamati a mettersi in atteggiamento di ascolto». Quell’ascolto del «grido della città» richiamato anche da Papa Francesco in questa Roma «affamata d’amore», come ha detto a Casal Bertone nella Messa del Corpus Domini.

L’équipe, composta da «esploratori coraggiosi, come quelli inviati a perlustrare le vie per la terra promessa», aiuterà «la comunità cristiana a portare avanti l’ascolto, lasciando agire il Fuoco che abbiamo invocato insieme nella Veglia con il Papa». Ma ogni fuoco, prosegue De Donatis, dopo un po’ si affievolisce: l’équipe pastorale è dunque chiamata a «custodire il senso del cammino e ad animarlo, tenerlo vivo all’interno della comunità». «Saranno capaci di quell’ascolto creativo della realtà e delle storie di vita che ci conduca più facilmente ad intuire per quali vie lo Spirito Santo ci sta portando per evangelizzare e costruire la Chiesa del futuro».

In concreto, si tratterà di aiutare gli operatori a progettare l’azione di ascolto, fornendo loro attenzioni, strategie, strumenti; verificare che l’ascolto venga realizzato; sintetizzare quanto raccolto nella fase di ascolto; condividere esperienze e testimonianze con le altre équipe pastorali del territorio; attivare legami con istituzioni e associazioni della zona. Evitando tra l’altro uno schiacciamento sul “fare” e richiamando il percorso diocesano nell’Eucaristia domenicale.

L’équipe, sottolinea il porporato, «sarà supportata dalla diocesi e dagli Uffici pastorali coinvolti» e guidata dal sogno di Chiesa espressa nella Evangelii gaudium. «Da questo cammino – conclude il cardinale vicario – la nostra Chiesa diocesana uscirà più attenta agli altri, più consapevole delle domande profonde delle persone, più convinta della Buona Notizia che è chiamata ad annunziare, più sensibile alle ispirazioni di Dio».

12 luglio 2019