Disabilità e lavoro: il punto in un convegno di Confcooperative

Marcocci (Confcooperative Roma e Lazio): «Squilibrio tra chi cerca e chi offre occupazione». L’auspicio di un osservatorio. Il vescovo Ambarus: «Cambiare prospettiva»

Sono circa tre milioni in Italia le persone con disabilità. Ma solo un terzo di loro ha un’occupazione. «C’è una grande condizione di disequilibrio tra chi cerca e chi offre lavoro – sottolinea a RomaSette Marco Marcocci, presidente di Confcooperative Roma e Lazio -. Una differenza che diventa anche una difficoltà sostanziale, perché c’è un mancato riconoscimento di una dignità personale».

Il tema è stato al centro oggi, 3 dicembre, del convegno “Il lavoro (per le persone disabili) nobilita (le aziende)”, promosso da Confcooperative nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma. L’incontro, nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, «ha lo scopo di promuovere un allineamento tra le opportunità di lavoro e le capacità di chi ha una diversa abilità», aggiunge Marcocci. L’auspicio, continua il presidente, «sarebbe quello di lanciare un osservatorio che monitori l’inserimento di queste persone soprattutto nelle aziende. Vorremmo cercare di rompere quella barriera che non consente loro di lavorare anche in contesti “profit”. Lo stiamo proponendo alla Camera di Commercio per cercare di avviare un’azione che osservi le dinamiche del lavoro e accompagni le aziende».

Un barlume di speranza alla vigilia del Giubileo. «Ognuno di noi – conclude Marcocci – deve sentirsi responsabile di questo processo». Con l’impegno «di cambiare prospettiva», ha evidenziato il vescovo Benoni Ambarus, ausiliare della diocesi di Roma per l’ambito della Diaconia della carità. Secondo il presule, è necessario non vendersi totalmente «al criterio economicistico, della produzione, dell’efficacia e del profitto». Bisogna, al contrario, «puntare sull’umanizzazione, dando priorità alle relazioni e al valore assoluto della persona». Solo con questo sguardo, ha concluso, sarà più facile aumentare le percentuali di inserimento lavorativo».

È proprio su questa strada che le istituzioni si stanno muovendo. Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali e salute di Roma Capitale, ha parlato in questo senso dell’importanza «del miglioramento della formazione qualificata e dell’integrazione dei servizi». Una sfida, ha aggiunto, «anche culturale». Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, ha parlato invece degli ultimi provvedimenti realizzati. Ha citato l’Articolo 14, «una delibera che abbiamo portato in giunta – ha detto a margine a RomaSette -, e che favorisce l’inclusione lavorativa, offrendo alle aziende la possibilità di collaborare con la cooperazione sociale». Un altro intervento è «la Legge 18 del 28/11/2024, che sostiene la cooperazione sociale con 9 milioni di euro nel triennio 2024-2026. Senza dimenticare l’adeguamento delle tariffe, che da più di cinque anni non venivano aggiornate».

E adesso? «Bisogna alzare il livello della qualità dell’offerta delle strutture socioassistenziali – conclude Maselli -. Abbiamo istituito un gruppo di lavoro qualificato per rivedere la Legge 41 e proporne una nuova. Sarà una grande riforma».

All’assessore è arrivato il ringraziamento di Luciano Pantarotto, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lazio, che indicato tre direttrici da seguire per l’autonomia delle persone. In primis, sviluppare sempre più l’Articolo 14, «perché nelle regioni in cui lo strumento ha maggior efficacia si creano migliaia di posti di lavoro ogni anno. In secondo luogo, «investire in progetti di trasformazione digitale inclusiva e abilitativa». E infine, «promuovere partenariati con imprese profit». Sulla stessa scia Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, che ha garantito un’attenzione «non soltanto ai temi economici, ma anche a quelli delle persone disabili e del futuro della città».

3 dicembre 2024