Disarmo nucleare, le associazioni: «Ostinatamente vogliamo la pace»

L’incontro per chiedere la ratifica del Trattato per la messa al bando, con Azione cattolica, Acli, Pax Christi, Focolari e Papa Giovanni XXIII

Alla luce dei recenti avvenimenti e dell’ordine di Vladimir Putin di allertare il sistema difensivo nucleare, l’incontro di sabato mattina, 26 febbraio, “Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari” ha assunto un valore e un’importanza davvero significativi. Promosso e curato da Azione cattolica, Acli, Pax Christi, Movimento dei Focolari e Associazione Papa Giovanni XXIII, l’evento di informazione e riflessione ha avuto luogo alla Domus Mariae di via Aurelia.

«Proprio in questo momento così faticoso e doloroso, nel quale abbiamo visto scoppiare la guerra dagli schermi televisivi – ha detto aprendo i lavori don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Chisti -, vogliamo gridare la speranza e continuare un cammino cominciato il 22 gennaio dell’anno scorso, quando è stato sottoscritto da 40 associazioni cattoliche il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Chiediamo al governo italiano di aderirvi perché ostinatamente vogliamo la pace». Anche Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, nel suo saluto iniziale ha notato come quello odierno in Ucraina «è uno scenario che ha sorpreso tutti, generando paura e angoscia» e per questo appare ancora più importante «l’appello di Papa Francesco che sostiene che l’uso dell’energia nucleare è immorale». Ancora, la sottolineatura di Notarstefano: «L’articolo 11 della nostra Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra, però il nostro Paese non ha ancora firmato il trattato per il disarmo nucleare e ordigni di tale genere sono presenti ad Aviano, ad esempio. Ecco allora l’importanza di un percorso di sensibilizzazione su questo tema» perché «sentiamo forte il compito e la responsabilità di essere artigiani di pace».

Monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle fonti e presidente di Pax Christi Italia, ha affermato con forza che «noi cristiani non accettiamo e non accetteremo mai questo stato di cose e non cederemo a nessun compromesso perché siamo responsabili di un progetto di vita. La Chiesa ormai da decenni nelle sue enunciazioni magisteriali afferma che non c’è più spazio per nessun cedimento alle logiche della guerra». In particolare, per il presule «essere operatori di pace» vuole dire «intessere la propria vita nel Vangelo» cioè «i cristiani devono reagire nei valori e nelle scelte come profeti di pace perché se manca questa profezia la Chiesa non parla più: è solo questo il linguaggio dei cristiani».

Anche per Maria Bianco, del Coordinamento delle teologhe italiane, bisogna «cambiare parole e metodi» mediante una «educazione attiva alla non violenza che si basi sul bene comune e sulla cura, individuando percorsi per dei processi concreti» laddove «l’obiettivo è un “noi” che abita la casa comune». In perfetta sintonia le parole di Cristiana Formosa, intervenuta con Gabriele Bardo in quanto responsabili nazionali del Movimento dei Focolari. «Dobbiamo far sentire la nostra opinione di cittadini e di credenti – ha detto la portavoce del movimento che è tra i 40 firmatari del Trattato -, impugnando l’arma del Vangelo», mentre Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha richiamato nel suo intervento «Gandhi e la dottrina delle non violenza», proponendo di utilizzare esclusivamente «le armi della preghiera, che travalica i confini, gridando a Dio che dia la sapienza ai governanti».

Ancora, le parole di Matteo Bracciali, vicepresidente delle Acli nazionali: «La contemporaneità e quanto accade in questi giorni ci ha superato: la minaccia dell’uso delle armi nucleari è molto prossima e rappresenta la fine del mondo che conosciamo». Scenario paventato anche da Maurizio Simoncelli, dell’Archivio Disarmo di Roma, che ha osservato come «le 13.500 testate nucleari presenti nel mondo sono in grado di distruggere il nostro Pianeta 2, 3 e anche 4 volte».

28 febbraio 2022