Disturbi alimentari: al Bambino Gesù +60% di nuovi casi dal 2019
I Dati presentati nella settimana del Fiocchetto Lilla, dal 10 al 15 marzo. Nel 2024 230 nuove diagnosi e quasi 2.500 day hospital. Aumenta l’incidenza in età pediatrica e adolescenziale
Dal 2019, vale a dire da prima della pandemia di Covid 19, al Bambino Gesù le diagnosi annuali di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna) sono aumentate del 64% circa. In Italia, secondo i dati del ministero della Salute, l’aumento è stato di circa il 35%. L’ospedale pediatrico fa il punto sulla presa in carico dei pazienti e sulle strategie terapeutiche per fare fronte all’emergenza, in occasione della Settimana del Fiocchetto Lilla, dal 10 al 15 marzo.
A parlare è la dottoressa Valeria Zanna responsabile dell’Unità operativa semplice di Anoressia e disturbi alimentari. «I dati raccolti negli ultimi anni evidenziano un aumento dell’incidenza dei disturbi alimentari in età pediatrica e adolescenziale», riferisce. Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo, disturbi alimentari non altrimenti specificati. In Italia circa 3,5 milioni di persone, pari al 6% della popolazione, soffrono di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: il 90% sono donne, anche se sempre più numerosi sono gli uomini che manifestano questi sintomi e si rivolgono a strutture specializzate (sono il 20% nella fascia di età 12-17 anni).
L’esordio di questi disturbi è sempre più precoce: negli ultimi anni si è registrato un abbassamento dell’età fino agli 8/9 anni. «Ciò è verosimilmente dovuto sia all’abbassamento dell’età puberale nelle bambine che al sempre più diffuso impiego dei social network che facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili», rilevano gli esperti del Bambino Gesù, evidenziando l’esigenza, per fare fronte a questi disturbi, della maggiore collaborazione possibile tra figure professionali con differenti specializzazioni: psichiatri, pediatri, psicologi, dietisti, specialisti in medicina interna e così via. Sia l’anoressia che la bulimia infatti «possono essere causa di complicanze mediche gravi se non trattate tempestivamente e adeguatamente. I disturbi alimentari nell’ambito delle patologie psichiatriche presentano il più alto indice di mortalità; in particolare, nel caso dell’anoressia nervosa il rischio di morte è 5-10 volte maggiore di quello di persone sane della stessa età e sesso. In Italia, i Dna causano ogni anno circa 4mila morti.
Dal 2020, l’Unità operativa diretta da Zanna ha registrato un incremento del 38% nell’attività clinica: i day hospital sono passati da 1.820 a 2.420 del 2024. I dati raccolti negli ultimi anni evidenziano un aumento dell’incidenza dei disturbi alimentari in età pediatrica e adolescenziale, con un incremento significativo dei nuovi accessi tra le fasce d’età più giovani, dai 59 del 2019 agli 89 del 2024 (+50%). Nel complesso, le nuove diagnosi di Dna sono aumentate del 64%, passando dalle 138 del 2019 alle 226 del 2024.
Le principali linee guida nazionali e internazionali sul trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in età evolutiva sottolineano l’importanza del coinvolgimento familiare per un buon esito del trattamento. Il modello terapeutico adottato dal Bambino Gesù si basa su un lavoro multidisciplinare che coinvolge professionisti delle aree psicologica, nutrizionale, psichiatrica, endocrinologica e cardiologica, al fine di garantire un approccio integrato ed efficace. «Un recente studio condotto dalla nostra equipe, attualmente in fase di revisione, ha messo in luce una preoccupante evoluzione dei disturbi alimentari -spiega la dottoressa Zanna -. Negli ultimi anni, i pazienti più giovani presentano quadri psicopatologici più gravi, sia per la sintomatologia alimentare che per le caratteristiche psicologiche associate. Inoltre, i nuclei familiari di questi pazienti risultano più sofferenti, con difficoltà comunicative, una maggiore fragilità emotiva e un funzionamento complessivo compromesso».
Per far fronte a questa sfida, il Bambino Gesù adotta un trattamento calibrato su diversi livelli di intensità e frequenza, garantendo una presa in carico tempestiva e personalizzata. Il programma di Alta Assistenza, in particolare, prevede accessi in day hospital con pasto assistito, monitoraggio psichiatrico e nutrizionale, psicoterapia di gruppo per genitori e pazienti e incontri di psicoterapia familiare. Con il miglioramento clinico, l’intensità della frequenza si riduce e il trattamento si concentra sul potenziamento delle risorse individuali e genitoriali.
10 marzo 2025

