Don Palmieri: la «bellezza del servizio alla Chiesa di Dio»

Il vescovo eletto per il settore Est della diocesi ha accolto l’annuncio dal vicario De Donatis nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Il ricordo delle esperienze «che il Signore mi ha dato»

La famiglia, la vita di parrocchia, poi il Seminario Minore, il Collegio Capranica e la formazione in Gregoriana. E ancora, l’esperienza nell’Azione cattolica dei ragazzi di Roma e le parrocchie servite da presbitero: da Santi Simone e Giuda Taddeo a San Frumenzio, fino a San Gregorio Magno alla Magliana, di cui era diventato parroco nel 2016. Da ultimo, la guida del Servizio diocesano per la formazione permanente del clero. Don Gianpiero Palmieri, nominato da Francesco vescovo ausiliare per il settore Est della diocesi di Roma – con il titolo della sede di Idassa -, ha accolto l’annuncio dal vicario Angelo De Donatis nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, davanti al collegio episcopale e a tutto il personale del Vicariato, portando nel cuore e condividendo la gratitudine per tutte quelle esperienze «che il Signore mi ha dato» e che «hanno accresciuto in me un amore grande per la Chiesa».

«Si realizza per me – le parole del nuovo vescovo – quella tensione tra vergogna e dignità di cui parla Papa Francesco. Tensione tra la consapevolezza della propria miseria e la dignità enorme dell’essere prete, che fa bene: trasforma la debolezza in povertà». Davanti agli occhi, un compito pastorale, quello della guida del settore Est della diocesi, che «è un impegno enorme ma ha la bellezza del servizio alla Chiesa di Dio, che guida le nostre vite perché l’io scompaia, come ha ricordato don Angelo ordinando qualche giorno fa i diaconi, ed emerga la sua azione di salvezza, che il Signore realizza attraverso i più piccoli». Allora la certezza di «essere guidati da Lui», insieme alla consapevolezza che «l’architrave della Chiesa è la misericordia», rendono possibile un “sì” che ha il sapore del “Ti voglio bene” pronunciato da Pietro davanti alla triplice domanda del Signore Risorto: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Una risposta “piccola” «che però è autentica», arrivata nel Vangelo del giorno «come una carezza del Signore».

don palmieriI ricordi poi si fanno personali. Da quel 25 gennaio di tanti anni fa, quando, all’età di 6 anni, insieme con il papà aveva partecipato alla Messa di Paolo VI nella basilica di San Paolo fuori le Mura. All’uscita, portato sulla sedia gestatoria, ha ricordato don Gianpiero Palmieri, «il Papa è scoppiato a piangere. Ho chiesto il perché a mio padre e lui mi ha risposto: “Perché ci vuole bene”. Il giorno dopo a scuola per la prima volta ho detto alla maestra che volevo fare il prete». Ancora, quella biografia di Giovanni XXIII letta nella casa delle zie dove trascorreva le vacanze, «che ancora ricordo quasi a memoria in certi passaggi». E poi «l’esperienza ricchissima del Seminario Minore» e quella delle parrocchie. «Da piccolo – ha confidato ancora il nuovo vescovo – mi chiedevo spesso dove sarei stato al capodanno del 2000». Il 31 dicembre del 1999 era a San Frumenzio, dove è tradizione vivere il veglione di Capodanno insieme agli anziani soli. «Quell’anno abbiamo avuto l’autorizzazione dei protettori a invitare alla festa anche le prostitute che contattavamo con l’Unità di strada della parrocchia. Ricordo quella festa con famiglie e anziani soli, giovani volontari, suore e prostitute: un pezzetto di Regno di Dio».

L’ultimo pensiero è per i preti incontrati nel servizio della Formazione permanente: «Noi, i sacerdoti dell’epoca post-conciliare, che presi da mille cose rischiamo di perdere l’amore della giovinezza». È anzitutto con loro che il nuovo vescovo ha voluto condividere «la gioia che mi riempie il cuore nel vivere questa stagione della vita della Chiesa». Ora l’appuntamento, ha annunciato il vicario De Donatis, è per il 24 giugno alle 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano, quando don Palmieri riceverà l’ordinazione episcopale.

18 maggio 2018