Dopo 3 anni di guerra, l’Europa resta «a fianco dell’Ucraina»

Evento di riflessione nello spazio Esperienza Europa David Sassoli. Corazza (rappresentanza Parlamento del Ue in Italia): «È necessario distinguere una pace giusta da una resa»

Lo spazio Esperienza Europa intitolato a David Sassoli, affacciato su piazza Venezia, ha ospitato questa mattina, 21 febbraio, un evento dedicato all’Ucraina, alla vigilia del terzo anniversario della guerra con la Russia. Un’occasione per discutere gli sviluppi di un conflitto che «mette a repentaglio la stessa sicurezza europea», ha sottolineato Carlo Corazza, direttore della rappresentanza del Parlamento europeo in Italia.

“L’Europa a fianco dell’Ucraina”: questo il titolo scelto per l’appuntamento con il quale il Parlamento europeo ha voluto celebrare l’impegno dell’Ue a sostegno di Kiev. «L’Europa continua a stare affianco all’Ucraina perché, fuor di retorica, sta difendendo con enormi sacrifici valori fondamentali su cui abbiamo fondato la nostra Unione, come la libertà – sono ancora le parole di Corazza -. È necessario distinguere una pace giusta da una resa, che darebbe il via a una fase di enorme insicurezza in cui il mondo diventerebbe una giungla in cui prevale la legge del più forte». Il direttore della rappresentanza dell’Europarlamento in Italia, quindi, ha fatto suo l’appello di Mario Draghi ad agire a livello europeo: «Non possiamo rimanere in mezzo al guado, dobbiamo attraversare il fiume altrimenti la piena ci travolgerà».

Incentrato sul tema della sicurezza l’intervento di Elena Groch, vicedirettrice della Rappresentanza della Commissione in Italia. «Non esiste una sicurezza europea senza che l’Ucraina sia protetta, perché Kiev è Europa. La pace non si ottiene forzando due parti a sedersi attorno a un tavolo: chiudere gli occhi pur di arrivare alla pace vanificherebbe migliaia di vite umane andate perdute», ha evidenziato.

In presenza degli studenti degli istituti Sassoli, Visconti e Giordano Bruno, hanno preso la parola anche gli ambasciatori in Italia di Ucraina ed Estonia, soffermandosi entrambi sull’impatto della guerra sui bambini. «L’aggressione russa ha stravolto la vita di centinaia di migliaia di bambini, che al posto della ninna nanna sentono gli allarmi aerei. Putin sta cancellando l’identità ucraina attraverso la cosiddetta rieducazione e il rapimento e trasferimento coatto di almeno 20mila bambini originari del Donbass, ma il numero reale potrebbe essere più alto dal momento che i funzionari russi si rifiutano di fornire informazioni a riguardo», hanno riferito.

21 febbraio 2025