Doposcuola, tra sostegno e opportunità di dialogo
Le esperienze a San Giuseppe Cafasso e Sant’Ireneo. Padre Saracino: «Basi per cammino di condivisione». Don Occhipinti: «Testimonianza di prossimità»
Spot tv e radio, video e articoli – protagonisti anche i periodici diocesani come Romasette.it iscritti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) – mettono in luce, nell’ambito della campagna Cei per la sensibilizzazione sul sostegno ai sacerdoti diocesani, l’impegno dei presbiteri e le attività promosse grazie alla collaborazione con i laici. Opportunità per richiamare alla corresponsabilità economica verso l’operato dei sacerdoti diocesani e sentirsi “Uniti nel dono“. Nella campagna di sensibilizzazione si inserisce il racconto di storie dell’impegno di sacerdoti diocesani, come quelle di oggi dedicate al tema del sostegno alla povertà educativa in due parrocchie romane, San Giuseppe Cafasso e Sant’Ireneo.
Dietro l’apparente semplicità di un doposcuola parrocchiale si cela una fucina dalle grandi potenzialità. Non si tratta solo di sostegno scolastico, ma di una risorsa per costruire relazioni, specie in quartieri multietnici. «Il doposcuola ha permesso di aprire un canale privilegiato con le famiglie, instaurare un dialogo, gettare le basi per un cammino di condivisione e di rispetto tra fedi diverse». A parlare è padre Gaetano Saracino, parroco di San Giuseppe Cafasso a Tor Pignattara, quartiere crogiolo di culture e religioni diverse, praticate rispettivamente in tre parrocchie, in un tempio indù, in tre moschee e in un’associazione bahá’í. Dallo scorso anno è attivo “Si può fare”, percorso di affiancamento allo studio multietnico e multiculturale per bambini della scuola elementare.
«Il progetto era già nei nostri piani – spiega il sacerdote -. L’impulso decisivo è arrivato dalla richiesta delle mamme». Grazie alla disponibilità di molti volontari, tra i quali insegnanti in pensione, è stato possibile rispondere al bisogno di genitori stranieri che faticano ad aiutare i figli nei compiti. Le aule del doposcuola aprono il martedì pomeriggio, dalle 16.30 alle 18. L’orario coincide con il catechismo dell’iniziazione cristiana. «Questo ha fatto sì che nei corridoi della parrocchia si incontrassero i genitori che attendevano la fine del catechismo e quelli che aspettavano il termine delle lezioni – dice padre Gaetano -. Hanno iniziato a conoscersi, a dialogare, a scoprire le rispettive tradizioni fino a partecipare alle rispettive feste liturgiche, permettendo alla comunità parrocchiale di aprirsi maggiormente al territorio. Da novembre il servizio sarà esteso anche al venerdì perché molti bambini il sabato frequentano la scuola coranica e la domenica vorrebbero poter riposare».
Una ventina gli iscritti dai 6 ai 9 anni originari soprattutto del Pakistan, Bangladesh, India, Nord Africa. Un caleidoscopio di nazionalità che ha «gettato le basi per un ponte di dialogo e abbattere i pregiudizi» osserva Elena Margozzi ex insegnate di italiano alle scuole medie. Quella che è difficile da superare «è la barriera linguistica anche perché in casa i bambini non parlano italiano – aggiunge -. Dal primo momento i maschietti sono apparsi più disinvolti, a differenza delle femminucce, decisamente più introverse. Sorprendente è stato assistere al cambiamento con il trascorrere del tempo. Hanno imparato un po’ l’italiano e alla festa di fine anno le bambine hanno giocato, cantato, ballato mentre le mamme hanno condiviso i loro dolci tipici e chiacchierato».
Nella parrocchia di Sant’Ireneo festeggia il suo quarto anno di attività la “Scuola popolare di Centocelle Federica Stiffi”. Aperta il lunedì e il giovedì dalle 17 alle 19, accoglie in media 20 bambini suddivisi per età in due aule. «La proposta è partita da un gruppo di insegnanti che andavano in pensione in quel periodo coinvolgendo poi diversi laici – racconta il parroco don Concetto Occhipinti -. Ho accolto favorevolmente l’iniziativa e messo a disposizione i locali, considerando la forte presenza di famiglie straniere che necessitano di un servizio simile. Il fatto che l’iniziativa sia nata da chi anima il quartiere è un valore aggiunto. Fortemente legata al territorio è una testimonianza di prossimità perché raggiunge famiglie che altrimenti non varcherebbero mai la soglia del cortile della parrocchia».
Così come la parrocchia San Giuseppe Cafasso, anche Sant’Ireneo sta pensando di avviare corsi di italiano per le donne. «Vorremmo affiancarlo al doposcuola», dice don Concetto. Promotore della Scuola Popolare Centocelle è Sandro Alquati, ex docente e vicepreside dell’istituto comprensivo Via dei Sesami. «Ho chiamato a raccolta ex colleghi in pensione e quelli ancora in servizio, ex studenti e cittadini preparati nell’affiancamento allo studio – racconta -. Abbiamo costituito un’associazione e una rete di scuole popolari, la maggior parte delle quali si trovano nella zona est di Roma. Il nostro intento è quello di creare un polo culturale a tutto tondo, ma necessitiamo di spazi. Facciamo parte del vasto mondo dell’associazionismo, di chi vuole prendersi cura del prossimo. Al momento aiutiamo essenzialmente i bambini a fare i compiti lavorando a stretto contatto con le scuole di provenienza. I due incontri settimanali consolidano i rapporti con le famiglie dalle quali riceviamo tanta gratitudine».
21 ottobre 2024

