Droga, un progetto a sostegno dei genitori
Un servizio di accoglienza e orientamento per coloro che temono o sono consapevoli che i propri figli presentano comportamenti di dipendenza
Sostenere, attraverso un servizio di accoglienza e orientamento, i genitori che temono o sono consapevoli che i propri figli assumono sostanze o presentano comportamenti di dipendenza. È l’obiettivo che si pone il progetto “Forse mio figlio si droga”, promosso dall’associazione Arcipelaghi e dall’Istituto Europeo di Formazione e Consulenza Sistemica con il patrocinio del II Municipio.
«La nostra proposta prevede una presa in carico breve ed efficace dei genitori che si chiedono: “Che fare? Come mi devo comportare? Come posso gestire una situazione di questo tipo?”», spiega Claudia Bartalucci, psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale di Arcipelaghi, associazione impegnata nella promozione del benessere psicologico dell’individuo, della coppia e della famiglia. «In sostanza, il nostro personale esperto offre due colloqui di orientamento gratuiti, di circa un’ora e mezza ciascuno, alla coppia genitoriale che si rende conto che il proprio figlio, adolescente o tardo-adolescente, ha un problema di dipendenza, quale può essere anche l’alcol, il gioco d’azzardo o la dipendenza da internet». Fondamentale, nel progetto, anche la sinergia con i SerD, i servizi sociali e i servizi per l’età evolutiva.
Un intervento che mira ad accogliere le richieste, le preoccupazioni e le difficoltà dei genitori e ad accompagnarli verso una maggiore consapevolezza. «Abbiamo già avuto dei riscontri positivi; a volte basta una rilettura di quello che sta succedendo – aggiunge Bartalucci -. Queste famiglie hanno bisogno di uscire dall’isolamento, per questo ci impegniamo a mobilitare le risorse non solo interne, ma anche della loro rete relazionale». Il servizio di consulenza avviene presso le sedi di via Lovanio e di Fiumicino (associazione.arcipelaghi@gmail.com).
31 maggio 2021

